Lezione 9


1 Matrici quadrate

Abbiamo visto che il prodotto di due matrici non è sempre definito: affinché il prodotto AB𝐴𝐵 sia definito è necessario (e sufficiente) che il numero di colonne della matrice A𝐴 sia uguale al numero di righe di B𝐵. Se ci restringiamo a considerare solo matrici di tipo n×n𝑛𝑛, questi problemi scompaiono e il prodotto di due matrici è sempre definito.

Definizione. Una matrice a elementi in K𝐾 si dice quadrata di ordine n𝑛 se essa ha n𝑛 righe e n𝑛 colonne. L’insieme delle matrici quadrate di ordine n𝑛 è indicato semplicemente con Mn(K)subscript𝑀𝑛𝐾, al posto di Mn,n(K)subscript𝑀𝑛𝑛𝐾.

Notiamo che l’elemento neutro per l’operazione di somma è la matrice nulla (la matrice i cui elementi sono tutti 00)

(000000000)matrix000000000

mentre l’elemento neutro per l’operazione di prodotto di matrici è la matrice identica, definita da

I=(100010001)𝐼matrix100010001

cioè la matrice avente tutti gli elementi sulla cosiddetta diagonale principale uguali a 11, mentre tutti gli altri elementi sono nulli. Infatti è immediato verificare che, per ogni matrice AMn(K)𝐴subscript𝑀𝑛𝐾, si ha

IA=AI=A.𝐼𝐴𝐴𝐼𝐴

Infine notiamo che il prodotto di matrici non gode della proprietà commutativa: se A𝐴 e B𝐵 sono due matrici in Mn(K)subscript𝑀𝑛𝐾 si ha, in generale,

ABBA.𝐴𝐵𝐵𝐴

1.1 Matrici particolari

Una matrice del tipo λI𝜆𝐼, cioè una matrice in cui tutti gli elementi sulla diagonale principale sono uguali a λ𝜆 mentre tutti gli altri elementi sono 00

(λ000λ000λ)matrix𝜆000𝜆000𝜆

con λK𝜆𝐾, è detta matrice scalare. È immediato verificare che una matrice scalare commuta con ogni altra matrice, cioè

(λI)A=A(λI),𝜆𝐼𝐴𝐴𝜆𝐼

per ogni AMn(K)𝐴subscript𝑀𝑛𝐾.

Più in generale, una matrice del tipo

(λ1000λ2000λn)matrixsubscript𝜆1000subscript𝜆2000subscript𝜆𝑛

cioè una matrice in cui tutti gli elementi sono nulli, tranne al più quelli sulla diagonale principale, è detta matrice diagonale. Si noti che, in generale, una matrice diagonale non commuta con un’altra matrice qualsiasi. Tuttavia le matrici diagonali commutano tra loro.

Una matrice triangolare superiore è una matrice in cui tutti gli elementi che si trovano al di sotto della diagonale principale sono nulli, cioè una matrice del tipo

(a1,1a1,2a1,3a1,n0a2,2a2,3a2,n00a3,3a3,n000an,n)matrixsubscript𝑎11subscript𝑎12subscript𝑎13subscript𝑎1𝑛0subscript𝑎22subscript𝑎23subscript𝑎2𝑛00subscript𝑎33subscript𝑎3𝑛000subscript𝑎𝑛𝑛

Analogamente si definisce una matrice triangolare inferiore come una matrice in cui tutti gli elementi che si trovano al di sopra della diagonale principale sono nulli, cioè una matrice del tipo

(a1,1000a2,1a2,200a3,1a3,2a3,30an,1an,2an,3an,n)matrixsubscript𝑎11000subscript𝑎21subscript𝑎2200subscript𝑎31subscript𝑎32subscript𝑎330subscript𝑎𝑛1subscript𝑎𝑛2subscript𝑎𝑛3subscript𝑎𝑛𝑛

Si noti che la somma e il prodotto di due matrici triangolari superiori (rispettivamente, inferiori) è ancora una matrice dello stesso tipo.

1.2 Osservazioni sul prodotto di matrici

Consideriamo, a titolo di esempio, il caso di matrici quadrate di ordine 22. Siano

A=(2142),B=(1326).formulae-sequence𝐴matrix2142𝐵matrix1326

Si verifica immediatamente che il prodotto AB𝐴𝐵 è la matrice nulla, tuttavia né A𝐴B𝐵 sono nulle! Ciò mostra che, in generale, nell’anello Mn(K)subscript𝑀𝑛𝐾 delle matrici quadrate possono esistere degli elementi diversi da zero, con la proprietà che il loro prodotto è uguale a zero (elementi di questo tipo sono detti divisori di zero): non vale quindi la cosiddetta “legge di annullamento del prodotto,” secondo la quale il prodotto di due fattori è nullo se e solo se almeno uno dei due fattori è nullo.

Consideriamo ora la matrice

C=(0100)𝐶matrix0100

La matrice C𝐶 non è nulla, tuttavia si ha C2=CC=0superscript𝐶2𝐶𝐶0. Più in generale, si può dimostrare che nell’anello Mn(K)subscript𝑀𝑛𝐾 esistono delle matrici C0𝐶0 con la proprietà che Cr=0superscript𝐶𝑟0, per qualche r>1𝑟1. Tali elementi sono detti nilpotenti.

Veniamo ora al problema dell’invertibilità delle matrici di Mn(K)subscript𝑀𝑛𝐾. Dato che l’elemento neutro per il prodotto è la matrice identica I𝐼, l’inversa di una matrice AMn(K)𝐴subscript𝑀𝑛𝐾 è una matrice BMn(K)𝐵subscript𝑀𝑛𝐾 tale che si abbia

AB=BA=I.𝐴𝐵𝐵𝐴𝐼

Naturalmente l’esistenza in Mn(K)subscript𝑀𝑛𝐾 di divisori dello zero impedisce che esistano gli inversi di tutte le matrici non nulle. Infatti, se AMn(K)𝐴subscript𝑀𝑛𝐾 è un divisore dello zero e se B𝐵 è una matrice non nulla tale che AB=0𝐴𝐵0, allora, se per assurdo esistesse la matrice A1superscript𝐴1 inversa di A𝐴, si avrebbe

B=IB=(A1A)B=A1(AB)=A1 0=0,𝐵𝐼𝐵superscript𝐴1𝐴𝐵superscript𝐴1𝐴𝐵superscript𝐴1 00

contro l’ipotesi che B0𝐵0.

Il sottoinsieme di Mn(K)subscript𝑀𝑛𝐾, costituito dalle matrici invertibili, sarà indicato con GL(n,K)GL𝑛𝐾 e detto il gruppo generale lineare di ordine n𝑛 a elementi in K𝐾. Esso è infatti un gruppo (non commutativo), rispetto all’operazione di prodotto tra matrici.

2 Rango di una matrice

Definizione. Il rango (per righe) di una matrice è il numero di righe linearmente indipendenti.

Possiamo anche definire il rango per colonne come il numero di colonne linearmente indipendenti, ma dimostreremo in seguito che il rango per colonne è sempre uguale al rango per righe, pertanto parleremo semplicemente del rango di una matrice.

Descriviamo ora un metodo per determinare il rango di una matrice, noto come eliminazione di Gauss. Questo metodo si basa sull’osservazione che determinate manipolazioni algebriche, quali scambiare tra loro due righe, moltiplicare una riga per una costante diversa da zero, sommare a una riga un multiplo di un’altra, trasformano una matrice in un’altra avente lo stesso rango.

L’idea è dunque quella di utilizzare le operazioni sopra descritte, note anche col nome di operazioni elementari sulle righe, per trasformare una matrice assegnata in matrici via via più semplici, aventi lo stesso rango. Cercheremo ora di descrivere sommariamente come questa idea possa essere effettivamente realizzata.

Sia data una matrice A=(ai,j)𝐴subscript𝑎𝑖𝑗. Se la prima colonna di A𝐴 è interamente nulla passiamo alla colonna successiva, altrimenti scegliamo una riga di A𝐴 in cui il primo elemento sia diverso da zero. Supponiamo si tratti della riga i𝑖-esima: si ha dunque ai,10subscript𝑎𝑖10. Possiamo quindi dividere questa riga per ai,1subscript𝑎𝑖1 e, successivamente, scambiare questa riga con la prima. Si ottiene così una matrice A=(ai,j)superscript𝐴subscriptsuperscript𝑎𝑖𝑗. Ora, per ogni i2𝑖2, sostituiamo la i𝑖-esima riga di questa matrice con la somma della riga in questione con la prima riga moltiplicata per ai,1subscriptsuperscript𝑎𝑖1, ottenendo così una matrice A′′superscript𝐴′′ nella quale gli elementi della prima colonna sono 11 seguito da tutti zeri:

A′′=(1a1,2a1,n0a2,2′′a2,n′′0am,2′′am,n′′)superscript𝐴′′matrix1subscriptsuperscript𝑎12subscriptsuperscript𝑎1𝑛0subscriptsuperscript𝑎′′22subscriptsuperscript𝑎′′2𝑛0subscriptsuperscript𝑎′′𝑚2subscriptsuperscript𝑎′′𝑚𝑛

Ora ripetiamo la procedura appena descritta alla sottomatrice ottenuta cancellando la prima riga e la prima colonna della matrice A′′superscript𝐴′′.

Alla fine di questo procedimento otterremo una matrice nella cosiddetta forma a scala, cioè in una forma in cui, in ciascuna riga, il primo elemento diverso da zero (nel nostro caso specifico tale elemento è uguale a 11) si trova alla destra del primo elemento non nullo della riga precedente.

È facile verificare che il rango della matrice A𝐴 è uguale al numero di righe non nulle presenti nella forma a scala di A𝐴.

Esempio. Consideriamo la matrice

A=(240436331212)𝐴matrix240436331212

Per far comparire un elemento uguale a 11 nella posizione (1,1)11 della matrice possiamo operare in tre modi diversi: dividere la prima riga per 22, dividere la seconda riga per 33 e scambiarla con la prima, oppure scambiare tra loro la prima e la terza riga. Scegliamo quest’ultima possibilità, ottenendo la matrice

(121236332404)matrix121236332404

Ora dobbiamo far comparire degli zeri nella prima colonna, al di sotto del primo elemento. Per fare ciò sommiamo alla seconda riga la prima moltiplicata per 33, e poi sommiamo alla terza riga la prima moltiplicata per 22. Si ottiene così

(121200630020)matrix121200630020

Ora ricominciamo dalla seconda riga, dividendola per 66 in modo tale che il suo primo elemento non nullo sia 11.

(12120011/20020)matrix1212001120020

Alla terza riga sommiamo la seconda moltiplicata per 22, ottenendo la matrice

(12120011/20001)matrix1212001120001

Questa matrice è finalmente nella forma che vogliamo, la forma a scala. Dato che ci sono 33 righe non nulle possiamo concludere che il rango della matrice A𝐴 è 33.