Lezione 6


1 Sottospazi vettoriali, basi, dimensione

Descriviamo ora altre conseguenze del teorema dello scambio.

Corollario. Sia V𝑉 uno spazio vettoriale finitamente generato. Allora ogni sottospazio vettoriale Wπ‘Š di V𝑉 Γ¨ finitamente generato e si ha dimW≀dimVdimensionπ‘Šdimension𝑉.

Dimostrazione. Poniamo n=dimV𝑛dimension𝑉. Se {w1,…,wr}subscript𝑀1…subscriptπ‘€π‘Ÿ Γ¨ un insieme di vettori linearmente indipendenti di Wπ‘Š, essi sono anche dei vettori linearmente indipendenti di V𝑉; deve quindi essere r≀nπ‘Ÿπ‘›. Se questi vettori non sono un insieme di generatori di Wπ‘Š, ciΓ² significa che esiste un vettore wr+1∈Wsubscriptπ‘€π‘Ÿ1π‘Š che non puΓ² essere espresso come combinazione lineare di w1,…,wrsubscript𝑀1…subscriptπ‘€π‘Ÿ. Da ciΓ² segue che i vettori w1,…,wr,wr+1subscript𝑀1…subscriptπ‘€π‘Ÿsubscriptπ‘€π‘Ÿ1 sono linearmente indipendenti. Se essi non sono ancora un insieme di generatori di Wπ‘Š, deve esistere un vettore wr+2∈Wsubscriptπ‘€π‘Ÿ2π‘Š che non puΓ² essere espresso come combinazione lineare di w1,…,wr,wr+1subscript𝑀1…subscriptπ‘€π‘Ÿsubscriptπ‘€π‘Ÿ1. Ma allora anche i vettori w1,…,wr,wr+1,wr+2subscript𝑀1…subscriptπ‘€π‘Ÿsubscriptπ‘€π‘Ÿ1subscriptπ‘€π‘Ÿ2 sono linearmente indipendenti.

PoichΓ© il numero di vettori linearmente indipendenti non puΓ² eccedere n𝑛, ripetendo il ragionamento precedente si arriva, dopo un numero finito di passi, a costruire un insieme di vettori linearmente indipendenti {w1,…,ws}subscript𝑀1…subscript𝑀𝑠, con s≀n𝑠𝑛, i quali generano il sottospazio Wπ‘Š e sono quindi una base di Wπ‘Š. CiΓ² dimostra che dimW≀dimVdimensionπ‘Šdimension𝑉.

Corollario. Sia V𝑉 uno spazio vettoriale finitamente generato. Allora ogni insieme di vettori linearmente indipendenti v1,…,vrsubscript𝑣1…subscriptπ‘£π‘Ÿ puΓ² essere completato a una base di V𝑉. In altri termini, esistono dei vettori vr+1,…,vnsubscriptπ‘£π‘Ÿ1…subscript𝑣𝑛 tali che l’insieme {v1,…,vr,vr+1,…,vn}subscript𝑣1…subscriptπ‘£π‘Ÿsubscriptπ‘£π‘Ÿ1…subscript𝑣𝑛 sia una base di V𝑉. Inoltre i vettori vr+1,…,vnsubscriptπ‘£π‘Ÿ1…subscript𝑣𝑛 possono sempre essere scelti tra i vettori di una qualunque base fissata di V𝑉.

Dimostrazione. La dimostrazione di questo risultato Γ¨ essenzialmente analoga a quella del corollario precedente. Fissiamo una base {u1,…,un}subscript𝑒1…subscript𝑒𝑛 di V𝑉 e supponiamo che v1,…,vr∈Vsubscript𝑣1…subscriptπ‘£π‘Ÿπ‘‰ siano dei vettori linearmente indipendenti. Se i vettori v1,…,vrsubscript𝑣1…subscriptπ‘£π‘Ÿ sono un insieme di generatori di V𝑉 allora essi sono giΓ  una base di V𝑉 (e in questo caso Γ¨ r=nπ‘Ÿπ‘›).

Supponiamo quindi che v1,…,vrsubscript𝑣1…subscriptπ‘£π‘Ÿ non siano un insieme di generatori di V𝑉. CiΓ² significa che esiste un vettore uisubscript𝑒𝑖 della base fissata di V𝑉 che non puΓ² essere espresso come combinazione lineare di v1,…,vrsubscript𝑣1…subscriptπ‘£π‘Ÿ. Infatti se, per assurdo, tutti i vettori u1,u2,…,unsubscript𝑒1subscript𝑒2…subscript𝑒𝑛 si potessero scrivere come combinazione lineare dei vettori v1,…,vrsubscript𝑣1…subscriptπ‘£π‘Ÿ, allora dal fatto che ogni vettore v∈V𝑣𝑉 si puΓ² scrivere come combinazione lineare dei vettori della base u1,…,unsubscript𝑒1…subscript𝑒𝑛 ne seguirebbe che ogni vettore di V𝑉 si potrebbe anche scrivere come combinazione lineare dei vettori v1,…,vrsubscript𝑣1…subscriptπ‘£π‘Ÿ, i quali sarebbero pertanto un sistema di generatori di V𝑉, contro l’ipotesi.

Poniamo allora vr+1=uisubscriptπ‘£π‘Ÿ1subscript𝑒𝑖. Da quanto appena detto segue che v1,…,vr,vr+1subscript𝑣1…subscriptπ‘£π‘Ÿsubscriptπ‘£π‘Ÿ1 sono linearmente indipendenti. Se essi sono un insieme di generatori di V𝑉 allora sono una base e abbiamo terminato, altrimenti possiamo ripetere il ragionamento appena fatto. In tal caso deve esistere un vettore ujsubscript𝑒𝑗 della base fissata di V𝑉 che non puΓ² essere espresso come combinazione lineare di v1,…,vr,vr+1subscript𝑣1…subscriptπ‘£π‘Ÿsubscriptπ‘£π‘Ÿ1. Poniamo quindi vr+2=ujsubscriptπ‘£π‘Ÿ2subscript𝑒𝑗. Come in precedenza, si ha che i vettori v1,…,vr,vr+1,vr+2subscript𝑣1…subscriptπ‘£π‘Ÿsubscriptπ‘£π‘Ÿ1subscriptπ‘£π‘Ÿ2 sono linearmente indipendenti. Continuando in questo modo, si deve necessariamente ottenere un insieme di vettori linearmente indipendenti {v1,…,vr,vr+1,…,vn}subscript𝑣1…subscriptπ‘£π‘Ÿsubscriptπ‘£π‘Ÿ1…subscript𝑣𝑛 che sono anche un insieme di generatori di V𝑉, altrimenti si otterrebbe un insieme infinito di vettori linearmente indipendenti, contro l’ipotesi che V𝑉 sia finitamente generato.

Se la dimensione di uno spazio vettoriale V𝑉 Γ¨ nota, la verifica che un determinato insieme di vettori di V𝑉 forma una base risulta semplificata. Vale infatti il seguente risultato:

Teorema. Sia V𝑉 uno spazio vettoriale di dimensione n𝑛 e siano v1,…,vnsubscript𝑣1…subscript𝑣𝑛 dei vettori di V𝑉.

  1. 1.

    Se i vettori v1,…,vnsubscript𝑣1…subscript𝑣𝑛 sono linearmente indipendenti, allora essi sono anche un sistema di generatori di V𝑉, quindi sono una base di V𝑉.

  2. 2.

    Se i vettori v1,…,vnsubscript𝑣1…subscript𝑣𝑛 sono un sistema di generatori di V𝑉, allora essi sono anche linearmente indipendenti, quindi sono una base di V𝑉.

Dimostrazione. (1) Supponiamo che i vettori v1,…,vnsubscript𝑣1…subscript𝑣𝑛 siano linearmente indipendenti. Per il corollario precedente, essi sono contenuti in una base

{v1,…,vn,vn+1,…,vn+r}subscript𝑣1…subscript𝑣𝑛subscript𝑣𝑛1…subscriptπ‘£π‘›π‘Ÿ

di V𝑉. Ma, poichΓ© V𝑉 ha dimensione n𝑛, ogni base di V𝑉 deve avere n𝑛 elementi. Da ciΓ² si deduce che r=0π‘Ÿ0 e quindi i vettori v1,…,vnsubscript𝑣1…subscript𝑣𝑛 sono, in effetti, una base di V𝑉.

(2) Supponiamo che i vettori v1,…,vnsubscript𝑣1…subscript𝑣𝑛 siano un insieme di generatori di V𝑉. Se, per assurdo, essi fossero linearmente dipendenti, uno di essi sarebbe combinazione lineare dei rimanenti. A meno di riordinare i vettori, non Γ¨ restrittivo supporre che vnsubscript𝑣𝑛 sia combinazione lineare di v1,…,vnβˆ’1subscript𝑣1…subscript𝑣𝑛1. Ma allora i vettori v1,…,vnβˆ’1subscript𝑣1…subscript𝑣𝑛1 sarebbero anch’essi un insieme di generatori di V𝑉. Questo perΓ² Γ¨ assurdo; infatti la cardinalitΓ  di un insieme di generatori di V𝑉 deve essere β‰₯dimVabsentdimension𝑉. Quindi i vettori v1,…,vnsubscript𝑣1…subscript𝑣𝑛 sono linearmente indipendenti, cioΓ¨ sono una base di V𝑉.

1.1 Formula di Grassmann

Terminiamo questa lezione dimostrando un risultato che mette in relazione le dimensioni di due sottospazi vettoriali di V𝑉 con le dimensioni della loro somma e della loro intersezione:

Teorema (formula di Grassmann). Siano W1subscriptπ‘Š1 e W2subscriptπ‘Š2 due sottospazi vettoriali di uno spazio vettoriale finitamente generato V𝑉. Si ha:

dim(W1+W2)=dimW1+dimW2βˆ’dim(W1∩W2).dimensionsubscriptπ‘Š1subscriptπ‘Š2dimensionsubscriptπ‘Š1dimensionsubscriptπ‘Š2dimensionsubscriptπ‘Š1subscriptπ‘Š2

Dimostrazione. Poniamo

r=dimW1,s=dimW2,t=dim(W1∩W2).formulae-sequenceπ‘Ÿdimensionsubscriptπ‘Š1formulae-sequence𝑠dimensionsubscriptπ‘Š2𝑑dimensionsubscriptπ‘Š1subscriptπ‘Š2

Consideriamo una base {v1,…,vt}subscript𝑣1…subscript𝑣𝑑 di W1∩W2subscriptπ‘Š1subscriptπ‘Š2. Questo insieme di vettori puΓ² essere completato, tramite aggiunta di altri vettori, in modo da ottenere una base {v1,…,vt,vt+1,…,vr}subscript𝑣1…subscript𝑣𝑑subscript𝑣𝑑1…subscriptπ‘£π‘Ÿ di W1subscriptπ‘Š1 e una base {v1,…,vt,vt+1β€²,…,vsβ€²}subscript𝑣1…subscript𝑣𝑑subscriptsuperscript𝑣′𝑑1…subscriptsuperscript𝑣′𝑠 di W2subscriptπ‘Š2.

Dato che ogni vettore di W1+W2subscriptπ‘Š1subscriptπ‘Š2 puΓ² essere scritto come somma di un vettore di W1subscriptπ‘Š1 e di uno di W2subscriptπ‘Š2, esso puΓ² quindi essere espresso come combinazione lineare dei vettori v1,…,vt,vt+1,…,vr,vt+1β€²,…,vsβ€²subscript𝑣1…subscript𝑣𝑑subscript𝑣𝑑1…subscriptπ‘£π‘Ÿsubscriptsuperscript𝑣′𝑑1…subscriptsuperscript𝑣′𝑠. Vogliamo ora dimostrare che questi vettori, oltre a essere dei generatori di W1+W2subscriptπ‘Š1subscriptπ‘Š2, sono anche linearmente indipendenti.

Supponiamo quindi che sia

Ξ±1⁒v1+β‹―+Ξ±t⁒vt+Ξ²1⁒vt+1+β‹―+Ξ²rβˆ’t⁒vr+Ξ³1⁒vt+1β€²+β‹―+Ξ³sβˆ’t⁒vsβ€²=0.subscript𝛼1subscript𝑣1β‹―subscript𝛼𝑑subscript𝑣𝑑subscript𝛽1subscript𝑣𝑑1β‹―subscriptπ›½π‘Ÿπ‘‘subscriptπ‘£π‘Ÿsubscript𝛾1subscriptsuperscript𝑣′𝑑1β‹―subscript𝛾𝑠𝑑subscriptsuperscript𝑣′𝑠0

Da ciΓ² segue che

Ξ±1⁒v1+β‹―+Ξ±t⁒vt+Ξ²1⁒vt+1+β‹―+Ξ²rβˆ’t⁒vr=βˆ’(Ξ³1⁒vt+1β€²+β‹―+Ξ³sβˆ’t⁒vsβ€²).subscript𝛼1subscript𝑣1β‹―subscript𝛼𝑑subscript𝑣𝑑subscript𝛽1subscript𝑣𝑑1β‹―subscriptπ›½π‘Ÿπ‘‘subscriptπ‘£π‘Ÿsubscript𝛾1subscriptsuperscript𝑣′𝑑1β‹―subscript𝛾𝑠𝑑subscriptsuperscript𝑣′𝑠

Se chiamiamo w𝑀 il vettore precedente, si ha che w∈W1∩W2𝑀subscriptπ‘Š1subscriptπ‘Š2. PoichΓ© {v1,…,vt}subscript𝑣1…subscript𝑣𝑑 Γ¨ una base di W1∩W2subscriptπ‘Š1subscriptπ‘Š2, il vettore w𝑀 si puΓ² scrivere, in modo unico, nella forma

w=Ξ»1⁒v1+β‹―+Ξ»t⁒vt.𝑀subscriptπœ†1subscript𝑣1β‹―subscriptπœ†π‘‘subscript𝑣𝑑

Si hanno quindi le seguenti uguaglianze:

Ξ»1⁒v1+β‹―+Ξ»t⁒vt=Ξ±1⁒v1+β‹―+Ξ±t⁒vt+Ξ²1⁒vt+1+β‹―+Ξ²rβˆ’t⁒vrsubscriptπœ†1subscript𝑣1β‹―subscriptπœ†π‘‘subscript𝑣𝑑subscript𝛼1subscript𝑣1β‹―subscript𝛼𝑑subscript𝑣𝑑subscript𝛽1subscript𝑣𝑑1β‹―subscriptπ›½π‘Ÿπ‘‘subscriptπ‘£π‘Ÿ

e

Ξ»1⁒v1+β‹―+Ξ»t⁒vt=βˆ’(Ξ³1⁒vt+1β€²+β‹―+Ξ³sβˆ’t⁒vsβ€²).subscriptπœ†1subscript𝑣1β‹―subscriptπœ†π‘‘subscript𝑣𝑑subscript𝛾1subscriptsuperscript𝑣′𝑑1β‹―subscript𝛾𝑠𝑑subscriptsuperscript𝑣′𝑠

PoichΓ©, per ipotesi, i vettori v1,…,vt,vt+1,…,vrsubscript𝑣1…subscript𝑣𝑑subscript𝑣𝑑1…subscriptπ‘£π‘Ÿ sono una base di W1subscriptπ‘Š1 e i vettori v1,…,vt,vt+1β€²,…,vsβ€²subscript𝑣1…subscript𝑣𝑑subscriptsuperscript𝑣′𝑑1…subscriptsuperscript𝑣′𝑠 sono una base di W2subscriptπ‘Š2, dalle uguaglianze precedenti segue che

Ξ»1=β‹―=Ξ»t=0,Ξ²1=β‹―=Ξ²rβˆ’t=0,Ξ±1=β‹―=Ξ±t=0,Ξ³1=β‹―=Ξ³sβˆ’t=0.subscriptπœ†1absentβ‹―subscriptπœ†π‘‘0subscript𝛽1absentβ‹―subscriptπ›½π‘Ÿπ‘‘0subscript𝛼1absentβ‹―subscript𝛼𝑑0subscript𝛾1absentβ‹―subscript𝛾𝑠𝑑0

Abbiamo cosΓ¬ dimostrato che l’insieme dei vettori

{v1,…,vt,vt+1,…,vr,vt+1β€²,…,vsβ€²}subscript𝑣1…subscript𝑣𝑑subscript𝑣𝑑1…subscriptπ‘£π‘Ÿsubscriptsuperscript𝑣′𝑑1…subscriptsuperscript𝑣′𝑠

Γ¨ una base di W1+W2subscriptπ‘Š1subscriptπ‘Š2. Si ha pertanto

dim(W1+W2)=r+sβˆ’t=dimW1+dimW2βˆ’dim(W1∩W2).dimensionsubscriptπ‘Š1subscriptπ‘Š2π‘Ÿπ‘ π‘‘dimensionsubscriptπ‘Š1dimensionsubscriptπ‘Š2dimensionsubscriptπ‘Š1subscriptπ‘Š2

Osservazione. Sia V𝑉 uno spazio vettoriale finitamente generato. Notiamo che, per ogni sottospazio WβŠ†Vπ‘Šπ‘‰, Γ¨ possibile trovare un sottospazio Wβ€²superscriptπ‘Šβ€² di V𝑉 tale che V=WβŠ•W′𝑉direct-sumπ‘Šsuperscriptπ‘Šβ€², cioΓ¨ tale che si abbia V=W+Wβ€²π‘‰π‘Šsuperscriptπ‘Šβ€² e W∩Wβ€²={0}π‘Šsuperscriptπ‘Šβ€²0. Un tale Wβ€²superscriptπ‘Šβ€² Γ¨ detto un sottospazio complementare di Wπ‘Š.

A tal fine, Γ¨ sufficiente considerare una base {w1,…,wr}subscript𝑀1…subscriptπ‘€π‘Ÿ di Wπ‘Š e completarla a una base {w1,…,wr,vr+1,…,vn}subscript𝑀1…subscriptπ‘€π‘Ÿsubscriptπ‘£π‘Ÿ1…subscript𝑣𝑛 di V𝑉. Il sottospazio Wβ€²=⟨vr+1,…,vn⟩superscriptπ‘Šβ€²subscriptπ‘£π‘Ÿ1…subscript𝑣𝑛, generato dai vettori vr+1,…,vnsubscriptπ‘£π‘Ÿ1…subscript𝑣𝑛, Γ¨ il sottospazio cercato.

Notiamo infine che un tale sottospazio Wβ€²superscriptπ‘Šβ€² non Γ¨ unico. Ad esempio, se V=K2𝑉superscript𝐾2 e se Wπ‘Š Γ¨ il sottospazio generato dal vettore (1,0)10, qualunque vettore (a,b)π‘Žπ‘, con bβ‰ 0𝑏0, genera un sottospazio Wβ€²superscriptπ‘Šβ€² tale che V=WβŠ•W′𝑉direct-sumπ‘Šsuperscriptπ‘Šβ€².