Lezione 5
1 Sottospazi vettoriali, basi, dimensione
In generale, la scrittura di un vettore come combinazione lineare di altri vettori non Γ¨ unica. Tuttavia se sono linearmente indipendenti, tale scrittura Γ¨ unica.
Teorema. Siano dei vettori linearmente indipendenti. Se si puΓ² scrivere come combinazione lineare dei vettori ,
allora gli scalari sono determinati in modo unico.
Dimostrazione. Supponiamo che sia possibile scrivere in due modi, come
e come
Allora si ha
che si puΓ² riscrivere come
PoichΓ© i vettori sono linearmente indipendenti, si ha dunque
il che dimostra che , per ogni .
Dal risultato appena dimostrato discende quindi che, se consideriamo un insieme di generatori di con la proprietΓ aggiuntiva che i vettori di siano linearmente indipendenti, allora ogni vettore di si puΓ² scrivere, in modo unico, come combinazione lineare finita di elementi di .
Definizione. Un insieme libero di generatori di uno spazio vettoriale Γ¨ detto una base di . In altri termini, una base di Γ¨ un insieme di vettori linearmente indipendenti i quali generano lβintero spazio .
Osservazione. Solitamente una base di uno spazio vettoriale viene intesa come un insieme ordinato di generatori linearmente indipendenti di . CiΓ² significa, ad esempio, che se lβinsieme costituito dai vettori e Γ¨ una base di uno spazio vettoriale , allora e sono due basi diverse di .
Da quanto visto in precedenza, si deduce il seguente risultato:
Corollario. Sia una base di . Ogni vettore si puΓ² scrivere, in modo unico, come combinazione lineare finita di elementi di .
Supponiamo che sia una base di uno spazio vettoriale . Allora, per ogni , si ha
e gli scalari sono univocamente determinati da . Tali scalari sono anche detti le coordinate del vettore rispetto alla base fissata.
1.1 Spazi vettoriali finitamente generati
Definizione. Uno spazio vettoriale Γ¨ detto finitamente generato se esiste un insieme finito di generatori di .
Cominciamo col dimostrare che ogni spazio vettoriale finitamente generato ammette una base. PiΓΉ precisamente, dimostreremo che da ogni insieme finito di generatori di si puΓ² estrarre una base.
Teorema. Sia un insieme di generatori di . Allora contiene dei vettori , per qualche , che formano una base di .
Dimostrazione. Se i vettori sono linearmente indipendenti, essi sono una base di e la dimostrazione è così terminata. Se invece essi sono linearmente dipendenti, uno di essi può essere espresso come combinazione lineare dei rimanenti. A meno di rinominarli, possiamo supporre che questo vettore sia . Possiamo quindi scrivere
Da ciΓ² segue che i vettori generano lo spazio vettoriale ; infatti ogni vettore che si scrive come combinazione lineare di si puΓ² anche scrivere come combinazione lineare dei soli vettori . Ora, se i vettori sono linearmente indipendenti, essi sono una base di e la dimostrazione Γ¨ terminata. In caso contrario uno di essi puΓ² essere espresso come combinazione lineare dei rimanenti. Anche in questo caso, a meno di riordinare i vettori, possiamo supporre che sia a potersi scrivere come combinazione lineare dei vettori . Ma ciΓ² significa che i vettori sono un insieme di generatori di .
Ripetendo il ragionamento sopra descritto si arriverΓ , prima o poi, a un insieme di vettori , per qualche , che generano tutto lo spazio e sono linearmente indipendenti. Essi costituiscono quindi una base di .
Il seguente risultato, noto anche come Lemma di Steinitz o Teorema dello scambio, chiarisce le relazioni che esistono tra insiemi di vettori linearmente indipendenti, basi e insiemi di generatori.
Teorema. Sia uno spazio vettoriale finitamente generato e sia un insieme di generatori di . Se sono vettori linearmente indipendenti, allora .
Dimostrazione. PoichΓ© i vettori generano , il vettore si puΓ² scrivere come una loro combinazione lineare,
Dato che , gli scalari non possono essere tutti nulli, quindi esiste un indice tale che . Da ciΓ² si deduce che il vettore puΓ² essere espresso come combinazione lineare dei vettori .
A meno di rinominare i vettori , possiamo supporre che sia , cioè che si possa scrivere come combinazione lineare dei vettori ; ma ciò significa che anche è un insieme di generatori di . Il vettore si può quindi scrivere come combinazione lineare dei vettori :
e gli scalari non possono essere tutti nulli, perchΓ© altrimenti i vettori e sarebbero linearmente dipendenti, contro lβipotesi.
Esiste quindi un indice per il quale e, ancora una volta, possiamo supporre che sia (a meno di riordinare i vettori ). Da ciΓ² segue che il vettore si puΓ² scrivere come combinazione lineare dei vettori , quindi anche Γ¨ un insieme di generatori di .
Continuando in questo modo, si dimostra che tutti gli insiemi
sono insiemi di generatori di .
Se, per assurdo, fosse , ponendo si avrebbe che i vettori generano tutto lo spazio , quindi il vettore si potrebbe scrivere come combinazione lineare dei vettori , il che contraddice lβipotesi che i vettori siano linearmente indipendenti. Deve quindi essere .
Corollario. Sia uno spazio vettoriale finitamente generato e sia una base di . Allora, per ogni insieme di vettori linearmente indipendenti si ha e, per ogni insieme di generatori di , si ha .
Dimostrazione. Questo risultato Γ¨ una conseguenza immediata del teorema precedente; basta ricordare che i vettori sono linearmente indipendenti e sono anche un insieme di generatori di .
Corollario. Due basi qualunque di uno spazio vettoriale (finitamente generato) hanno lo stesso numero di elementi.
Dimostrazione. Siano e due basi di . Allora, dato che i vettori sono linearmente indipendenti e sono dei generatori di , si ha . Scambiando il ruolo delle due basi, si ottiene anche , da cui segue lβuguaglianza .
Il numero di vettori che compongono una base di uno spazio vettoriale finitamente generato Γ¨ dunque indipendente dalla base scelta e dipende quindi solo dallo spazio . Possiamo pertanto dare la seguente definizione:
Definizione. La dimensione di uno spazio vettoriale (finitamente generato) , indicata con , Γ¨ il numero di elementi di una base di .
Esempio. Consideriamo lo spazio vettoriale . Per ogni , indichiamo con la -upla di elementi di le cui componenti sono tutte nulle tranne la -esima, che Γ¨ uguale a :
Notiamo che, per ogni , si ha
Da questa uguaglianza si deduce che i vettori sono linearmente indipendenti e generano lo spazio vettoriale ; essi sono pertanto una base di . Questa base Γ¨ detta la base canonica di . Si ha pertanto .