Lezione 41


1 Spazi affini euclidei

I risultati ottenuti nella lezione precedente suggeriscono un metodo per determinare la distanza tra due sottovarietΓ  lineari 𝕃𝕃 e 𝕄𝕄, di dimensioni rispettivamente rπ‘Ÿ e s𝑠, di uno spazio affine euclideo 𝔸𝔸. Si considerari un punto generico Pβˆˆπ•ƒπ‘ƒπ•ƒ, le cui coordinate dipenderanno quindi da rπ‘Ÿ parametri, e un punto generico Qβˆˆπ•„π‘„π•„, le cui coordinate dipenderanno da s𝑠 parametri. Si calcoli il vettore u=Qβˆ’P𝑒𝑄𝑃, le cui componenti dipenderanno dunque da r+sπ‘Ÿπ‘  parametri, e si imponga che u𝑒 sia ortogonale ai sottospazi 𝕃𝕃 e 𝕄𝕄. La condizione di ortogonalitΓ  a 𝕃𝕃 si esprime imponendo che il prodotto scalare di u𝑒 con gli rπ‘Ÿ vettori di una base del sottospazio direttore di 𝕃𝕃 sia nullo (si ottengono cosΓ¬ rπ‘Ÿ equazioni lineari). Analogamente, la condizione di ortogonalitΓ  a 𝕄𝕄 si esprime imponendo che il prodotto scalare di u𝑒 con gli s𝑠 vettori di una base del sottospazio direttore di 𝕄𝕄 sia nullo (si ottengono cosΓ¬ s𝑠 equazioni lineari). Si ottiene pertanto un sistema di r+sπ‘Ÿπ‘  equazioni lineari in r+sπ‘Ÿπ‘  incognite, la cui soluzione permette di determinare due punti P0βˆˆπ•ƒsubscript𝑃0𝕃 e Q0βˆˆπ•„subscript𝑄0𝕄 tali che il vettore Q0βˆ’P0subscript𝑄0subscript𝑃0 sia ortogonale a 𝕃𝕃 e 𝕄𝕄. Per quanto visto in precedenza, la distanza tra P0subscript𝑃0 e Q0subscript𝑄0 coincide con la distanza tra 𝕃𝕃 e 𝕄𝕄.

Illustriamo ora quanto sopra esposto mediante alcuni esempi.

Distanza di un punto da una retta. Sia 𝔸𝔸 uno spazio affine euclideo e indichiamo con rπ‘Ÿ la retta passante per un punto A𝐴 e parallela a un vettore v𝑣. Dato un punto Pβˆˆπ”Έπ‘ƒπ”Έ, vogliamo determinare la distanza hβ„Ž di P𝑃 dalla retta rπ‘Ÿ.

Figura che mostra una retta r passante per il punto A e parallela al vettore v. Il punto P Γ¨ esterno alla retta r, h Γ¨ la distanza di P da r

Un generico punto X𝑋 della retta rπ‘Ÿ Γ¨ dato da X=A+λ⁒vπ‘‹π΄πœ†π‘£, al variare del parametro Ξ»βˆˆβ„πœ†β„. Il vettore u=P⁒X𝑒𝑃𝑋 Γ¨ quindi dato da u=Xβˆ’P=(Aβˆ’P)+λ⁒vπ‘’π‘‹π‘ƒπ΄π‘ƒπœ†π‘£. Imponendo che questo vettore sia ortogonale alla retta rπ‘Ÿ (cioΓ¨ al vettore v𝑣), si ottiene

0=uβ‹…v=(Aβˆ’P)β‹…v+λ⁒vβ‹…v0β‹…π‘’π‘£β‹…π΄π‘ƒπ‘£β‹…πœ†π‘£π‘£

da cui si ricava

Ξ»=βˆ’(Aβˆ’P)β‹…vβ€–vβ€–2πœ†β‹…π΄π‘ƒπ‘£superscriptnorm𝑣2

Se indichiamo con Q𝑄 il punto di rπ‘Ÿ corrispondente a tale valore del parametro Ξ»πœ†, si ha

Q=Aβˆ’(Aβˆ’P)β‹…vβ€–vβ€–2⁒v𝑄𝐴⋅𝐴𝑃𝑣superscriptnorm𝑣2𝑣

Il punto Q𝑄 Γ¨ dunque il punto della retta rπ‘Ÿ per cui il vettore P⁒Q𝑃𝑄 Γ¨ ortogonale alla retta rπ‘Ÿ stessa: Q𝑄 Γ¨ dunque il piede della perpendicolare tracciata per P𝑃 alla retta rπ‘Ÿ. Si ha pertanto

d⁒(P,r)=d⁒(P,Q)=β€–Qβˆ’Pβ€–=β€–(Aβˆ’P)βˆ’(Aβˆ’P)β‹…vβ€–vβ€–2⁒vβ€–π‘‘π‘ƒπ‘Ÿπ‘‘π‘ƒπ‘„norm𝑄𝑃norm𝐴𝑃⋅𝐴𝑃𝑣superscriptnorm𝑣2𝑣

Sviluppando i calcoli, si ottiene

d⁒(P,r)2𝑑superscriptπ‘ƒπ‘Ÿ2 =((Aβˆ’P)βˆ’(Aβˆ’P)β‹…vβ€–vβ€–2⁒v)β‹…((Aβˆ’P)βˆ’(Aβˆ’P)β‹…vβ€–vβ€–2⁒v)absent⋅𝐴𝑃⋅𝐴𝑃𝑣superscriptnorm𝑣2𝑣𝐴𝑃⋅𝐴𝑃𝑣superscriptnorm𝑣2𝑣
=β€–Aβˆ’Pβ€–2βˆ’2⁒((Aβˆ’P)β‹…v)2β€–vβ€–2+((Aβˆ’P)β‹…v)2β€–vβ€–2absentsuperscriptnorm𝐴𝑃22superscript⋅𝐴𝑃𝑣2superscriptnorm𝑣2superscript⋅𝐴𝑃𝑣2superscriptnorm𝑣2
=β€–Aβˆ’Pβ€–2βˆ’((Aβˆ’P)β‹…v)2β€–vβ€–2absentsuperscriptnorm𝐴𝑃2superscript⋅𝐴𝑃𝑣2superscriptnorm𝑣2

da cui si ricava la seguente formula per la distanza di un punto da una retta:

d⁒(P,r)=β€–Aβˆ’Pβ€–2βˆ’((Aβˆ’P)β‹…v)2β€–vβ€–2π‘‘π‘ƒπ‘Ÿsuperscriptnorm𝐴𝑃2superscript⋅𝐴𝑃𝑣2superscriptnorm𝑣2

Il problema della determinazione della distanza di un punto da una retta puΓ² essere affrontato anche in un altro modo, come ora spiegheremo.

Utilizzando le notazioni precedenti, poniamo B=A+v𝐡𝐴𝑣, C=P+v𝐢𝑃𝑣 e consideriamo il parallelogramma A⁒B⁒C⁒P𝐴𝐡𝐢𝑃, avente come base il segmento A⁒B𝐴𝐡 e come altezza la distanza hβ„Ž del punto P𝑃 dalla retta rπ‘Ÿ.

Figura che mostra una retta r passante per il punto A e parallela al vettore v. Il punto P Γ¨ esterno alla retta r, h Γ¨ la distanza di P da r. Il vettore v Γ¨ A,B. Il vettore w Γ¨ A,P. A,B,C,P Γ¨ un parallelogramma

PoichΓ© l’area di un parallelogramma Γ¨ il prodotto della sua base per la relativa altezza, si ha

h=Area⁒(A⁒B⁒C⁒P)A⁒Bβ„ŽArea𝐴𝐡𝐢𝑃𝐴𝐡

Indicando con w𝑀 il vettore A⁒P𝐴𝑃 e ricordando che A⁒B=v𝐴𝐡𝑣, l’area del parallelogramma A⁒B⁒C⁒P𝐴𝐡𝐢𝑃 Γ¨ data dalla seguente formula:

Area⁒(A⁒B⁒C⁒P)=det(vβ‹…vvβ‹…wwβ‹…vwβ‹…w)Area𝐴𝐡𝐢𝑃matrix⋅𝑣𝑣⋅𝑣𝑀⋅𝑀𝑣⋅𝑀𝑀

Si ottiene pertanto:

h=det(vβ‹…vvβ‹…wwβ‹…vwβ‹…w)β€–vβ€–=1vβ‹…v⁒det(vβ‹…vvβ‹…wwβ‹…vwβ‹…w)β„Žmatrix⋅𝑣𝑣⋅𝑣𝑀⋅𝑀𝑣⋅𝑀𝑀norm𝑣1⋅𝑣𝑣matrix⋅𝑣𝑣⋅𝑣𝑀⋅𝑀𝑣⋅𝑀𝑀

Nel caso particolare in cui 𝔸𝔸 Γ¨ lo spazio affine euclideo 𝔸ℝ3subscriptsuperscript𝔸3ℝ, l’area di un parallelogramma di lati v𝑣 e w𝑀 coincide con la norma del prodotto vettoriale vΓ—w𝑣𝑀:

Area⁒(A⁒B⁒C⁒P)=β€–vΓ—wβ€–Area𝐴𝐡𝐢𝑃norm𝑣𝑀

In questo caso la distanza hβ„Ž di P𝑃 dalla retta rπ‘Ÿ si puΓ² dunque calcolare come segue:

h=β€–vΓ—wβ€–β€–vβ€–β„Žnorm𝑣𝑀norm𝑣

Nel prossimo esempio ricaveremo un’utile formula per determinare la distanza di un punto da un iperpiano dello spazio affine euclideo 𝔸ℝnsubscriptsuperscript𝔸𝑛ℝ. Prima perΓ² abbiamo bisogno del seguente risultato:

Teorema. Nello spazio affine euclideo 𝔸ℝnsubscriptsuperscript𝔸𝑛ℝ consideriamo un iperpiano Ο€πœ‹ di equazione

Ο€:a1⁒x1+a2⁒x2+β‹―+an⁒xn+b=0:πœ‹subscriptπ‘Ž1subscriptπ‘₯1subscriptπ‘Ž2subscriptπ‘₯2β‹―subscriptπ‘Žπ‘›subscriptπ‘₯𝑛𝑏0

e indichiamo con u𝑒 il vettore le cui componenti sono i coefficienti delle incognite x1,x2,…,xnsubscriptπ‘₯1subscriptπ‘₯2…subscriptπ‘₯𝑛 nell’equazione di Ο€πœ‹,

u=(a1,a2,…,an)𝑒subscriptπ‘Ž1subscriptπ‘Ž2…subscriptπ‘Žπ‘›

Allora il vettore u𝑒 Γ¨ ortogonale all’iperpiano Ο€πœ‹.

Dimostrazione. Sia P=(p1,p2,…,pn)𝑃subscript𝑝1subscript𝑝2…subscript𝑝𝑛 un punto di Ο€πœ‹. Si ha

a1⁒p1+a2⁒p2+β‹―+an⁒pn+b=0subscriptπ‘Ž1subscript𝑝1subscriptπ‘Ž2subscript𝑝2β‹―subscriptπ‘Žπ‘›subscript𝑝𝑛𝑏0

Per ogni vettore v=(Ξ±1,Ξ±2,…,Ξ±n)𝑣subscript𝛼1subscript𝛼2…subscript𝛼𝑛 appartenente al sottospazio direttore di Ο€πœ‹, il punto Q=P+v=(p1+Ξ±1,p2+Ξ±2,…,pn+Ξ±n)𝑄𝑃𝑣subscript𝑝1subscript𝛼1subscript𝑝2subscript𝛼2…subscript𝑝𝑛subscript𝛼𝑛 appartiene all’iperpiano Ο€πœ‹, quindi si ha

a1⁒(p1+Ξ±1)+a2⁒(p2+Ξ±2)+β‹―+an⁒(pn+Ξ±n)+b=0subscriptπ‘Ž1subscript𝑝1subscript𝛼1subscriptπ‘Ž2subscript𝑝2subscript𝛼2β‹―subscriptπ‘Žπ‘›subscript𝑝𝑛subscript𝛼𝑛𝑏0

Sottraendo le due uguaglianze precedenti, si ottiene

a1⁒α1+a2⁒α2+β‹―+an⁒αn=0subscriptπ‘Ž1subscript𝛼1subscriptπ‘Ž2subscript𝛼2β‹―subscriptπ‘Žπ‘›subscript𝛼𝑛0

cioΓ¨ uβ‹…v=0⋅𝑒𝑣0. PoichΓ© questo vale per ogni vettore v𝑣 appartenente al sottospazio direttore di Ο€πœ‹, si conclude che il vettore u𝑒 Γ¨ ortogonale all’iperpiano Ο€πœ‹.

Distanza di un punto da un iperpiano. Nello spazio affine euclideo 𝔸=𝔸ℝn𝔸subscriptsuperscript𝔸𝑛ℝ indichiamo con Ο€πœ‹ l’iperpiano di equazione

Ο€:a1⁒x1+a2⁒x2+β‹―+an⁒xn+b=0:πœ‹subscriptπ‘Ž1subscriptπ‘₯1subscriptπ‘Ž2subscriptπ‘₯2β‹―subscriptπ‘Žπ‘›subscriptπ‘₯𝑛𝑏0

e con P=(p1,p2,…,pn)𝑃subscript𝑝1subscript𝑝2…subscript𝑝𝑛 un punto di 𝔸𝔸. Vogliamo determinare la distanza di P𝑃 dall’iperpiano Ο€πœ‹. Per quanto visto in precedenza, tale distanza coincide con la distanza di P𝑃 dall’unico punto QβˆˆΟ€π‘„πœ‹ per cui il vettore P⁒Q𝑃𝑄 Γ¨ ortogonale a Ο€πœ‹.

Figura che mostra un piano Pi greco. Il punto P Γ¨ esterno al piano. La retta r passa per il punto P ed Γ¨ ortogonale al piano. La retta r interseca il piano nel punto Q. Il vettore u Γ¨ ortogonale al piano e quindi Γ¨ parallelo alla retta r

Come abbiamo visto in precedenza, il vettore u=(a1,a2,…,an)𝑒subscriptπ‘Ž1subscriptπ‘Ž2…subscriptπ‘Žπ‘› Γ¨ ortogonale all’iperpiano Ο€πœ‹, quindi la retta rπ‘Ÿ passante per il punto P𝑃 e perpendicolare a Ο€πœ‹ ha equazione

r:X=P+λ⁒u:π‘Ÿπ‘‹π‘ƒπœ†π‘’

Il punto Q𝑄 che stiamo cercando Γ¨ dunque il punto di intersezione tra la retta rπ‘Ÿ e l’iperpiano Ο€πœ‹:

Q=rβˆ©Ο€π‘„π‘Ÿπœ‹

In coordinate, le equazioni parametriche della retta rπ‘Ÿ sono

{x1=p1+λ⁒a1x2=p2+λ⁒a2β‹―xn=pn+λ⁒an

Sostituendo queste espressioni nell’equazione di Ο€πœ‹ si ottiene l’equazione

a1⁒(p1+λ⁒a1)+a2⁒(p2+λ⁒a2)+β‹―+an⁒(pn+λ⁒an)+b=0subscriptπ‘Ž1subscript𝑝1πœ†subscriptπ‘Ž1subscriptπ‘Ž2subscript𝑝2πœ†subscriptπ‘Ž2β‹―subscriptπ‘Žπ‘›subscriptπ‘π‘›πœ†subscriptπ‘Žπ‘›π‘0

la cui soluzione Γ¨

λ¯=βˆ’a1⁒p1+a2⁒p2+β‹―+an⁒pn+ba12+a22+β‹―+an2Β―πœ†subscriptπ‘Ž1subscript𝑝1subscriptπ‘Ž2subscript𝑝2β‹―subscriptπ‘Žπ‘›subscript𝑝𝑛𝑏superscriptsubscriptπ‘Ž12superscriptsubscriptπ‘Ž22β‹―superscriptsubscriptπ‘Žπ‘›2

Il punto della retta rπ‘Ÿ corrispondente a tale valore di Ξ»πœ† Γ¨ il punto Q𝑄 cercato:

Q=P+λ¯⁒uπ‘„π‘ƒΒ―πœ†π‘’

Si ha pertanto

d⁒(P,Ο€)=d⁒(P,Q)=β€–Qβˆ’Pβ€–=‖λ¯⁒uβ€–=|λ¯|⁒‖uβ€–π‘‘π‘ƒπœ‹π‘‘π‘ƒπ‘„norm𝑄𝑃normΒ―πœ†π‘’Β―πœ†norm𝑒

Sviluppando i calcoli, si ottiene così

d⁒(P,Ο€)=|a1⁒p1+a2⁒p2+β‹―+an⁒pn+b|a12+a22+β‹―+an2π‘‘π‘ƒπœ‹subscriptπ‘Ž1subscript𝑝1subscriptπ‘Ž2subscript𝑝2β‹―subscriptπ‘Žπ‘›subscript𝑝𝑛𝑏superscriptsubscriptπ‘Ž12superscriptsubscriptπ‘Ž22β‹―superscriptsubscriptπ‘Žπ‘›2

Generalizzando gli esempi precedenti, vediamo ora come si possa determinare la distanza di un punto da una sottovarietΓ  lineare qualunque di uno spazio affine euclideo.

Distanza di un punto da una sottovarietΓ  lineare. Sia 𝔸𝔸 uno spazio affine euclideo e sia 𝕃=(β„’,L,+)𝕃ℒ𝐿 una sottovarietΓ  lineare di dimensione rπ‘Ÿ di 𝔸𝔸. Dato un punto Pβˆˆπ”Έπ‘ƒπ”Έ, vogliamo determinare la distanza di P𝑃 da 𝕃𝕃; tale distanza coinciderΓ  con la distanza di P𝑃 dall’unico punto Q𝑄 di 𝕃𝕃 per cui il vettore P⁒Q𝑃𝑄 Γ¨ ortogonale a 𝕃𝕃.

Sia A𝐴 un punto qualunque di 𝕃𝕃 e indichiamo con {v1,v2,…,vr}subscript𝑣1subscript𝑣2…subscriptπ‘£π‘Ÿ una base ortonormale di L𝐿. Un generico punto X𝑋 di 𝕃𝕃 Γ¨ dato da

X=A+Ξ»1⁒v1+β‹―+Ξ»r⁒vr𝑋𝐴subscriptπœ†1subscript𝑣1β‹―subscriptπœ†π‘Ÿsubscriptπ‘£π‘Ÿ

al variare dei parametri Ξ»1,…,Ξ»rβˆˆβ„subscriptπœ†1…subscriptπœ†π‘Ÿβ„. Indicando con u𝑒 il vettore Xβˆ’P𝑋𝑃 e con w𝑀 il vettore Aβˆ’P𝐴𝑃, si ha dunque

u=w+βˆ‘j=1rΞ»j⁒vj𝑒𝑀superscriptsubscript𝑗1π‘Ÿsubscriptπœ†π‘—subscript𝑣𝑗

La richiesta che questo vettore sia ortogonale a 𝕃𝕃 si esprime imponendo che il prodotto scalare di u𝑒 per i vettori della base di L𝐿 sia nullo. Ricordando che i vettori v1,…,vrsubscript𝑣1…subscriptπ‘£π‘Ÿ formano una base ortonormale di L𝐿, per ogni i=1,…,r𝑖1β€¦π‘Ÿ, si ha

0=uβ‹…vi=wβ‹…vi+βˆ‘j=1rΞ»j⁒vjβ‹…vi=wβ‹…vi+Ξ»i0⋅𝑒subscript𝑣𝑖⋅𝑀subscript𝑣𝑖superscriptsubscript𝑗1π‘Ÿβ‹…subscriptπœ†π‘—subscript𝑣𝑗subscript𝑣𝑖⋅𝑀subscript𝑣𝑖subscriptπœ†π‘–

da cui si ricava

Ξ»i=βˆ’wβ‹…visubscriptπœ†π‘–β‹…π‘€subscript𝑣𝑖

Il punto Q𝑄 cercato Γ¨ quindi dato da

Q=Aβˆ’(wβ‹…v1)⁒v1βˆ’β‹―βˆ’(wβ‹…vr)⁒vr𝑄𝐴⋅𝑀subscript𝑣1subscript𝑣1⋯⋅𝑀subscriptπ‘£π‘Ÿsubscriptπ‘£π‘Ÿ

Si ha pertanto

d⁒(P,𝕃)=d⁒(P,Q)=β€–Qβˆ’Pβ€–=β€–wβˆ’(wβ‹…v1)⁒v1βˆ’β‹―βˆ’(wβ‹…vr)⁒vr‖𝑑𝑃𝕃𝑑𝑃𝑄norm𝑄𝑃norm𝑀⋅𝑀subscript𝑣1subscript𝑣1⋯⋅𝑀subscriptπ‘£π‘Ÿsubscriptπ‘£π‘Ÿ

Sviluppando i calcoli si trova

d⁒(P,𝕃)2=β€–wβ€–2βˆ’(wβ‹…v1)2βˆ’β‹―βˆ’(wβ‹…vr)2𝑑superscript𝑃𝕃2superscriptnorm𝑀2superscript⋅𝑀subscript𝑣12β‹―superscript⋅𝑀subscriptπ‘£π‘Ÿ2

da cui si ottiene infine la seguente formula per la distanza di P𝑃 da 𝕃𝕃:

d⁒(P,𝕃)=β€–wβ€–2βˆ’(wβ‹…v1)2βˆ’β‹―βˆ’(wβ‹…vr)2𝑑𝑃𝕃superscriptnorm𝑀2superscript⋅𝑀subscript𝑣12β‹―superscript⋅𝑀subscriptπ‘£π‘Ÿ2

Distanza tra due rette. Indichiamo con rπ‘Ÿ e s𝑠 due rette in uno spazio affine euclideo 𝔸𝔸. Per determinare la distanza di rπ‘Ÿ da s𝑠 cerchiamo due punti P∈rπ‘ƒπ‘Ÿ e Q∈s𝑄𝑠 tali che il vettore P⁒Q𝑃𝑄 sia ortogonale alle rette rπ‘Ÿ e s𝑠.

Sia v𝑣 un vettore direttore di rπ‘Ÿ e scegliamo arbitrariamente un punto A∈rπ΄π‘Ÿ: un generico punto X𝑋 di rπ‘Ÿ Γ¨ quindi dato da

X=A+λ⁒vπ‘‹π΄πœ†π‘£

Analogamente, indicando con w𝑀 un vettore direttore di s𝑠 e fissando un punto B∈s𝐡𝑠, un generico punto Yπ‘Œ della retta s𝑠 Γ¨ dato da:

Y=B+μ⁒wπ‘Œπ΅πœ‡π‘€

Se indichiamo con u𝑒 il vettore X⁒Yπ‘‹π‘Œ, si ha

u=(Bβˆ’A)βˆ’Ξ»β’v+μ⁒wπ‘’π΅π΄πœ†π‘£πœ‡π‘€

La richiesta che questo vettore sia ortogonale alle rette rπ‘Ÿ e s𝑠 si esprime imponendo che i prodotti scalari di u𝑒 con v𝑣 e w𝑀 siano nulli:

{uβ‹…v=(Bβˆ’A)β‹…vβˆ’Ξ»β’vβ‹…v+μ⁒wβ‹…v=0uβ‹…w=(Bβˆ’A)β‹…wβˆ’Ξ»β’vβ‹…w+μ⁒wβ‹…w=0

Se i vettori v𝑣 e w𝑀 sono linearmente indipendenti (cioΓ¨ se le rette rπ‘Ÿ e s𝑠 non sono parallele) il determinante della matrice dei coefficienti di questo sistema Γ¨ diverso da zero, quindi il sistema ammette un’unica soluzione Ξ»=Ξ»Β―πœ†Β―πœ† e ΞΌ=ΞΌΒ―πœ‡Β―πœ‡. Sostituendo tali valori nelle espressioni di X𝑋 e Yπ‘Œ si ottengono i punti P𝑃 e Q𝑄 cercati. Se invece le rette rπ‘Ÿ e s𝑠 sono parallele, il determinante della matrice dei coefficienti del sistema precedente Γ¨ nullo. In questo caso esso ammette infinite soluzioni (dipendenti da un parametro). Una qualunque di queste soluzioni fornisce una coppia di punti P𝑃 e Q𝑄 tali che d⁒(r,s)=d⁒(P,Q)π‘‘π‘Ÿπ‘ π‘‘π‘ƒπ‘„.