Definizione.
Uno spazio affine euclideo รจ uno spazio affine , definito sul campo dei numeri reali, in cui lo spazio direttore รจ dotato di una struttura di spazio vettoriale euclideo, cioรจ di una forma bilineare simmetrica definita positiva .
Commettendo un abuso di notazione, dati due vettori , nel seguito scriveremo al posto di .
Esempio.
Lโesempio fondamentale di spazio affine euclideo รจ costituito dallo spazio affine , in cui lo spazio vettoriale soggiacente รจ dotato del prodotto scalare usuale. Tale spazio verrร chiamato semplicemente lo spazio affine euclideo .
Definizione.
In uno spazio affine euclideo (di dimensione ), un sistema di riferimento รจ detto ortogonale (rispettivamente, ortonormale) se i vettori sono una base ortogonale (rispettivamente, ortonormale) dello spazio vettoriale euclideo .
Un sistema di riferimento ortonormale รจ anche detto cartesiano.
Osservazione.
Si noti che lโesistenza di sistemi di riferimento ortonormali in uno spazio affine euclideo รจ garantita dallโesistenza di basi ortonormali negli spazi vettoriali euclidei.
Inoltre, la scelta di un sistema di riferimento ortonormale in uno spazio affine euclideo di dimensione , determina un isomorfismo di spazi affini
Mediante tale isomorfismo la forma bilineare definita sullo spazio vettoriale soggiacente allo spazio affine viene identificata con il prodotto scalare usuale di .
La presenza di un prodotto scalare definito nello spazio vettoriale soggiacente a uno spazio affine euclideo permette di definire la distanza tra due punti di :
Definizione.
Siano uno spazio affine euclideo e , due punti di . La distanza tra e รจ la norma del vettore :
Dalle proprietร della norma di un vettore si deduce che, in uno spazio affine euclideo , la funzione distanza
gode delle seguenti proprietร :
1.
, per ogni , e se e solo se ;
2.
, per ogni ;
3.
, per ogni .
La proprietร (3) รจ detta disuguaglianza triangolare: essa afferma che, in un triangolo, ogni lato รจ minore o uguale della somma degli altri due.
Se e sono due sottoinsiemi non vuoti (dellโinsieme dei punti) di uno spazio affine euclideo , risulta naturale definire la distanza di da come lโestremo inferiore delle distanze dei punti di dai punti di :
Dalla definizione data segue subito che
Lโosservazione seguente mostra che non vale lโimplicazione opposta.
Osservazione.
Se e sono due sottoinsiemi di uno spazio affine euclideo , non รจ detto che esistano dei punti e tali che .
Ad esempio, considerando la retta affine reale e ponendo
si ha , ma per ogni e ogni .
Nel caso particolare in cui i sottoinsiemi e sono (gli insiemi dei punti di) due sottospazi affini e dello spazio affine euclideo , la funzione distanza
ammette minimo, cioรจ esistono dei punti e tali che
Prima di dimostrare questo risultato enunciamo e dimostriamo il seguente lemma:
Lemma.
Siano e due sottospazi affini di uno spazio affine euclideo e siano e due punti tali che il vettore sia ortogonale a e .
Allora, per ogni e ogni , si ha .
Inoltre, se e sono due punti tali che , deve necessariamente essere .
Dimostrazione.
Per ogni e ogni , si ha , cioรจ , ove , e .
Dato che รจ ortogonale a e , si ha . Da ciรฒ segue che
e quindi .
Specializzando ora il ragionamento precedente al caso in cui e , si ha
Poichรฉ, per ipotesi, si ha , deve essere e quindi . Da ciรฒ si deduce che e dunque .
Si ha pertanto , come volevasi dimostrare.
Teorema.
Siano e due sottospazi affini (non vuoti) di uno spazio affine euclideo . Allora esistono dei punti e tali che
per ogni e ogni .
Dimostrazione.
Se e sono incidenti, รจ sufficiente prendere . Possiamo quindi supporre che i due sottospazi affini e non abbiano punti in comune.
Consideriamo due punti qualsiasi , e indichiamo con il vettore .
Osserviamo che non puรฒ appartenere alla somma dei due sottospazi e . Infatti, se fosse , si avrebbe , per qualche , . Da ciรฒ seguirebbe che il punto
apparterrebbe sia a che a , contro lโipotesi che e siano disgiunti.
Indichiamo con la proiezione ortogonale di sul sottospazio . Si ha dunque
con e .
Notiamo che, da quanto detto sopra, segue che .
Dato che , possiamo scrivere , per qualche e (si noti che tale decomposizione non รจ, in generale, unica; lo รจ solo nel caso in cui , cioรจ quando i due sottospazi affini e sono sghembi).
Ora poniamo e ; si ha ovviamente e .
Affermiamo che e sono i punti cercati. Infatti, si ha
quindi il vettore รจ ortogonale ad entrambi i sottospazi affini e .
Dal lemma precedente segue la conclusione.
Il risultato seguente afferma che la distanza tra due sottospazi affini non incidenti e di uno spazio affine euclideo si misura lungo una direzione perpendicolare ad entrambi i sottospazi. Inoltre una tale direzione risulta essere unica.
Teorema.
Siano e due sottospazi affini (non vuoti) di uno spazio affine euclideo e siano e due punti tali che . Allora, indicando con il vettore , si ha , cioรจ, per ogni vettore e ogni , รจ .
Dimostrazione.
Se e sono incidenti si ha , quindi . In questo caso la tesi รจ banalmente verificata.
Supponiamo quindi che . Siano dunque e tali che : si ha pertanto , per ogni e ogni .
Poniamo e supponiamo, per assurdo, che . Ciรฒ significa che esiste un vettore tale che . La situazione รจ schematizzata nella figura seguente:
Indichiamo con la retta passante per e parallela al vettore : tale retta รจ contenuta in , dato che e . Sia il punto della retta per cui il vettore รจ ortogonale al vettore ; รจ dato da
Il quadrato della distanza di da รจ:
Poichรฉ abbiamo supposto che sia , si ha
il che contraddice lโipotesi che e siano i punti di minima distanza di e .
Lโassurdo deriva dallโaver supposto che il vettore non sia perpendicolare al sottospazio ; deve pertanto essere .
Scambiando i ruoli di e si dimostra, in modo del tutto analogo, che vale anche .
Osservazione.
Nel caso in cui il sottospazio affine si riduce a un punto i risultati precedenti permettono di concludere che esiste un unico punto tale che . In tal caso, inoltre, il vettore risulta essere ortogonale a .
Possiamo dunque affermare che, per ogni punto e ogni sottovarietร lineare di uno spazio affine euclideo , esiste un unico punto tale che il vettore sia ortogonale a ; tale punto รจ detto la proiezione ortogonale di su .
Risulta cosรฌ definita una funzione
che associa ad ogni la sua proiezione ortogonale sul sottospazio affine .
Si noti infine che, per ogni punto , si ha . Da ciรฒ segue che , per ogni . Questa proprietร viene comunemente espressa con la seguente notazione: .