Lezione 38
1 Sottospazi affini
Sia uno spazio affine sul campo .
Definizione. Un sottospazio affine (o sottovarietร lineare) di รจ uno spazio affine , ove รจ un sottoinsieme di , รจ un sottospazio vettoriale di e lโoperazione รจ indotta, per restrizione, dallโoperazione definita nello spazio affine .
La struttura dei sottospazi affini di uno spazio affine รจ ulteriormente precisata dal seguente risultato:
Teorema. Sia un sottospazio affine dello spazio affine . Per ogni punto , si ha
Dimostrazione. Fissato , dalla definizione di spazio affine segue che, per ogni vettore , il punto appartiene allโinsieme . Viceversa, dalla proprietร ย (3) della definizione di spazio affine, segue che, per ogni , esiste un unico vettore tale che .
Osservazione. Se รจ uno spazio affine e รจ un sottospazio vettoriale di , per ogni punto si puรฒ costruire un sottospazio affine di ponendo
e definendo lโoperazione come la restrizione dellโoperazione di somma tra punti e vettori definita in . La verifica che รจ uno spazio affine รจ immediata.
Il sottospazio affine cosรฌ definito verrร spesso indicato semplicemente con : esso รจ detto il sottospazio affine di passante per il punto e parallelo al sottospazio . Il sottospazio vettoriale รจ anche detto la giacitura di .
Osservazione. Un sottospazio affine di di dimensioneย รจ semplicemente un punto di . Un sottospazio affine di dimensioneย รจ detto una retta, un sottospazio affine di dimensioneย รจ detto un piano e, se , un sottospazio affine di di dimensioneย รจ detto un iperpiano.
Definizione. Sia un sottoinsieme non vuoto (dellโinsieme dei punti) di uno spazio affine . Il piรน piccolo sottospazio affine di contenente รจ detto il sottospazio affine generato da ed รจ indicato con .
Teorema. Sia uno spazio affine e un sottoinsieme non vuoto di . Fissato arbitrariamente un punto indichiamo con il sottospazio vettoriale di generato dallโinsieme dei vettori , al variare del punto in . Allora si ha .
Dimostrazione. Indichiamo con il sottospazio affine di . Per ogni , si ha , il che dimostra che . Per dimostrare che bisogna quindi dimostrare che รจ il piรน piccolo sottospazio affine di contenente , cioรจ che ogni sottospazio affine di contenente contiene anche . Sia dunque un sottospazio affine di contenente . Per ogni si ha anche e quindi . Il sottospazio vettoriale contiene dunque lโinsieme dei vettori , al variare di in , e pertanto contiene anche il sottospazio vettoriale da essi generato. Per ogni vettore si ha quindi , il che dimostra che .
Come giร accadeva nel caso degli spazi vettoriali, lโunione di due sottospazi affini di uno spazio affine non รจ, in generale, un sottospazio affine di . Definiamo dunque la somma di due sottospazi affini e , che indicheremo con , come il sottospazio affine generato dallโunione di e , cioรจ come il piรน piccolo sottospazio affine di contenente e . Nel caso particolare in cui i sottospazi affini in questione sono due punti, e , con la notazione si indica dunque il piรน piccolo sottospazio affine contenente i punti e , cioรจ la retta passante per e (se i punti e sono distinti). Analogamente, dati tre punti , e di uno spazio affine , la notazione indica il piรน piccolo sottospazio affine di contenente i tre punti dati, cioรจ il piano passante per , e , se i tre punti in questione non sono allineati.
Per la somma di due sottospazi affini vale il seguente risultato:
Teorema. Siano e due sottospazi affini di uno spazio affine . Se , allora
per ogni punto . Se invece , allora
ove e , con e .
Dimostrazione. Consideriamo dapprima il caso in cui . Sia e fissiamo un punto . A meno di scambiare i ruoli di e , non รจ restrittivo supporre che . Consideriamo dunque il sottospazio affine . Per dimostrare che dobbiamo dimostrare che รจ il piรน piccolo sottospazio affine di che contiene e . Per ogni punto il vettore appartiene allo spazio vettoriale , quindi ; ciรฒ dimostra che . Per dimostrare che anche , consideriamo un punto e poniamo (notiamo che , dato che anche il punto appartiene a ). Dato che i punti e appartengono a , il vettore appartiene al sottospazio vettoriale . Si ha dunque
pertanto . Abbiamo cosรฌ dimostrato che contiene e .
Sia ora un sottospazio affine di contenente e . Se indichiamo con lo spazio vettoriale soggiacente a , si ha e , pertanto . Poichรฉ anche , si ha , il che dimostra che รจ il piรน piccolo sottospazio affine di contenente e , cioรจ .
Consideriamo ora il caso in cui . Siano , e poniamo , fissiamo inoltre un punto . Anche in questo caso, a meno di scambiare i ruoli di e , non รจ restrittivo supporre che . Consideriamo il sottospazio affine . Per dimostrare che bisogna dimostrare che รจ il piรน piccolo sottospazio affine di che contiene e . Come nel caso precedente, per ogni punto il vettore appartiene allo spazio vettoriale , quindi ; ciรฒ dimostra che . Per dimostrare che anche , consideriamo un punto e notiamo che si ha
Ora basta osservare che il vettore appartiene a , dato che , che dato che i punti e appartengono a e che , per concludere che . Abbiamo cosรฌ dimostrato che contiene e .
Consideriamo ora un sottospazio affine contenente e . Se indichiamo con lo spazio vettoriale soggiacente a , si ha e . Inoltre, poichรฉ , si ha anche , quindi . Si ha dunque . Pertanto รจ il piรน piccolo sottospazio affine di contenente e , cioรจ .
A differenza dellโunione, lโintersezione di due o piรน sottospazi affini รจ, solitamente, un sottospazio affine. Si ha infatti:
Teorema. Sia , , una famiglia di sottospazi affini di uno spazio affine . Se , lโintersezione dei sottospazi affini รจ un sottospazio affine di , il cui insieme dei punti รจ e il cui spazio direttore รจ . Si ha cioรจ
Dimostrazione. La dimostrazione si riduce alla verifica che per la terna
valgono le proprietร (1), (2) e (3) della definizione di spazio affine, il che รจ del tutto ovvio.
Osservazione. Lโunico caso in cui lโintersezione di due o piรน sottospazi affini non รจ un sottospazio affine si ha quando tale intersezione รจ lโinsieme vuoto. Risulta pertanto conveniente considerare anche lโinsieme vuoto come uno spazio affine. Naturalmente, la dimensione di un tale spazio affine non รจ definita. ร comunque possibile attribuire una dimensione allo spazio affine vuoto ponendo (a tal proposito, si ricordi che uno spazio affine di dimensione zero non รจ vuoto, ma รจ costituito da un solo punto).
Osservazione. Dato un sottoinsieme di uno spazio affine , si puรฒ ora facilmente verificare che il sottospazio affine di generato da coincide con lโintersezione di tutti i sottospazi affini di contenenti .
Per quanto riguarda le posizioni reciproche di due sottospazi affini, possiamo dare la seguente definizione:
Definizione. Siano e due sottospazi affini di uno spazio affine , di sottospazi direttori e , rispettivamente.
-
1.
e sono incidenti se ;
-
2.
e sono paralleli se , e se inoltre si ha oppure ;
-
3.
e sono sghembi se e .
Da quanto visto segue il seguente risultato:
Corollario. Siano e due sottospazi affini di . Se e sono incidenti oppure sghembi, si ha
altrimenti
Dimostrazione. Indichiamo con e i sottospazi direttori di e , rispettivamente. Se e sono incidenti, รจ un sottospazio affine il cui spazio direttore รจ , mentre lo spazio vettoriale soggiacente a รจ la somma dei sottospazi e . Dalla formula di Grassmann segue allora che
Se e sono sghembi, si ha e . Avendo posto, per convenzione, , si deduce che
Se invece e non sono incidenti nรฉ sghembi, si ha e , e dunque . In questo caso si deduce facilmente che