Lezione 37
1 Lo spazio affine
Definizione. Uno spazio affine sul campo Γ¨ il dato di un insieme non vuoto , detto lβinsieme dei punti di , di uno spazio vettoriale su e di unβoperazione
che soddisfa le seguenti proprietΓ :
-
1.
, per ogni e ogni ;
-
2.
, per ogni ;
-
3.
per ogni esiste un unico vettore tale che .
Lo spazio vettoriale Γ¨ detto lo spazio vettoriale soggiacente allo spazio affine (o lo spazio direttore di ) e la dimensione di Γ¨ detta la dimensione dello spazio affine . Uno spazio affine Γ¨ detto di dimensione finita se lo spazio vettoriale soggiacente Γ¨ finitamente generato.
Per semplicitΓ considereremo esclusivamente spazi affini di dimensione finita.
Nel seguito uno spazio affine verrΓ spesso identificato con il suo insieme di punti . Per indicare che Γ¨ un punto di scriveremo dunque al posto di . Analogamente, per indicare che Γ¨ un vettore appartenente allo spazio vettoriale soggiacente allo spazio affine , potremo scrivere . Il significato di tali espressioni sarΓ sempre chiaro dal contesto.
Osservazione. Per ogni coppia di punti e di uno spazio affine , la proprietΓ Β (3) della definizione garantisce lβesistenza e lβunicitΓ di un vettore tale che ; tale vettore verrΓ indicato con la notazione . Ricavando formalmente dallβespressione , scriveremo anche
in modo da avere lβidentitΓ . Come giΓ menzionato, il vettore verrΓ rappresentato graficamente come un segmento orientato avente lβorigine in e lβestremitΓ della freccia nel punto .
Osservazione. In uno spazio affine il gruppo additivo dello spazio vettoriale agisce sullβinsieme dei punti di ; tale azione Γ¨ libera e transitiva. Γ facile verificare che uno spazio affine puΓ² essere definito, in modo del tutto equivalente, come un insieme non vuoto dotato di unβazione libera e transitiva del gruppo additivo di uno spazio vettoriale.
Per ogni punto di uno spazio affine possiamo definire la funzione
Una conseguenza immediata della definizione Γ¨ il seguente risultato:
Teorema. Per ogni punto di uno spazio affine , la funzione Γ¨ biiettiva.
Dimostrazione. LβiniettivitΓ e la suriettivitΓ di derivano della proprietΓ (3) della definizione.
Osservazione. Lβesistenza di una biiezione tra lβinsieme dei punti e lo spazio vettoriale di uno spazio affine permette di concludere che puΓ² essere identificato con . Si noti tuttavia che non esiste alcuna biiezione canonica tra e ; una tale biiezione dipende infatti dalla scelta di un punto di . Osserviamo inoltre che nella biiezione il punto corrisponde al vettore nullo di . Possiamo quindi concludere che, in ogni spazio affine , lβinsieme dei punti puΓ² essere identificato con lo spazio vettoriale soggiacente solo dopo aver fissato (arbitrariamente) un punto di .
Osservazione. Dato uno spazio affine , per ogni vettore la funzione
Γ¨ detta la traslazione parallela al vettore . Se Γ¨ il vettore nullo, Γ¨ lβidentitΓ , mentre per ogni , la traslazione Γ¨ una biiezione priva di punti fissi, cioΓ¨ , per ogni e ogni .
Esempio. Mostreremo ora come ogni spazio vettoriale possieda una struttura canonica di spazio affine.
Dato uno spazio vettoriale sul campo , definiamo lo spazio affine ad esso associato ponendo . In questo modo lβoperazione coincide con lβoperazione di somma tra elementi di :
Γ facile verificare che, con queste definizioni, risulta essere uno spazio affine sul campo , avente come spazio vettoriale soggiacente. Notiamo che questa struttura di spazio affine dipende esclusivamente dalla struttura di spazio vettoriale di : essa Γ¨ detta pertanto la struttura affine canonica dello spazio vettoriale .
Esempio. Lβesempio fondamentale di spazio affine Γ¨ fornito dallo spazio affine -dimensionale standard sul campo , che indicheremo con . Si tratta dello spazio affine associato, in modo canonico, allo spazio vettoriale , come descritto nellβesempio precedente. Γ¨ dunque lo spazio affine il cui insieme di punti Γ¨ lβinsieme e il cui spazio direttore Γ¨ lo spazio vettoriale . Lβoperazione di somma tra punti e vettori Γ¨ definita come lβusuale somma componente per componente di due -uple di elementi di ; piΓΉ precisamente, se Γ¨ un punto e Γ¨ un vettore di , si ha
Γ immediato verificare che le proprietΓ (1), (2) e (3) della definizione sono soddisfatte, quindi Γ¨ uno spazio affine. Si noti inoltre che, dalla definizione data, segue subito che se e sono due punti di , il vettore Γ¨ dato da
Come vedremo in seguito, questo esempio ha unβimportanza particolare: infatti ogni spazio affine di dimensione sul campo risulta essere isomorfo (anche se non in modo canonico) allo spazio affine standard .
Osservazione. Nello spazio affine sia i punti che i vettori sono semplicemente delle -uple di elementi di . Osserviamo perΓ² che mentre la somma di un punto e un vettore, oppure la differenza di due punti, sono operazioni lecite, la somma di due punti, benchΓ© algebricamente possibile, non Γ¨ unβoperazione lecita. A tale riguardo facciamo notare che per distinguere le -uple di elementi di che rappresentano dei punti da quelle che rappresentano dei vettori Γ¨ possibile adottare la seguente convenzione: ad ogni -upla viene aggiunto un elemento , con la convenzione che se la -upla rappresenta un vettore, mentre se tale -upla rappresenta un punto dello spazio affine. In altre parole, i vettori di si scrivono nella forma
mentre i punti si scrivono nella forma
Si noti che tale convenzione Γ¨ compatibile con la definizione delle operazioni tra punti e vettori di uno spazio affine: una combinazione lineare di vettori Γ¨ ancora un vettore (la prima componente Γ¨ ), la somma di un punto e di un vettore dΓ come risultato un punto (infatti, se osserviamo la prima componente, si ha ) e la differenza tra due punti Γ¨ un vettore (nella prima componente si ha ). La somma di due punti, al contrario, non Γ¨ unβoperazione lecita; ciΓ² Γ¨ evidenziato dal fatto che, sommando due punti, si otterrebbe una -upla avente come prima componente , che non Γ¨ un valore permesso.