Teorema.
Sia uno spazio euclideo di dimensione .
Per ogni sottospazio di , si ha
Dimostrazione.
Sia un sottospazio di dimensione di e consideriamo una base di . Completiamo questa base in modo da ottenere una base di .
Un vettore appartiene a se e solo se , per ogni . Poichรฉ i vettori sono una base di , ciรฒ equivale a richiedere che per . Si hanno dunque le seguenti equazioni
per . In questo modo si ottiene un sistema di equazioni lineari omogenee la cui matrice ha rango massimo . Dal teorema di RouchรฉโCapelli segue che lo spazio delle soluzioni di questo sistema ha dimensione . Dato che le soluzioni di tale sistema forniscono le componenti, rispetto alla base , dei vettori appartenenti al sottospazio di , si conclude che .
Corollario.
Sia uno spazio euclideo di dimensione finita.
Per ogni sottospazio di , si ha
Dimostrazione.
Se , per il teorema precedente si ha:
Pertanto e sono due sottospazi vettoriali della stessa dimensione.
Poichรฉ sappiamo che , deve necessariamente essere .
Corollario.
Sia uno spazio euclideo di dimensione finita.
Per ogni sottospazio di , si ha
Dimostrazione.
Se , deve essere . Questo implica che
, quindi .
Posto , si ha , pertanto dalla
formula di Grassmann, si ottiene
e dunque .
Osservazione.
Nelle ipotesi del corollario precedente, ogni vettore si puรฒ
scrivere in modo unico come somma di un vettore e di un
vettore :
I vettori e sono detti, rispettivamente, le proiezioni ortogonali
di sui sottospazi e .
1.1 Proiezioni ortogonali
Nello spazio euclideo consideriamo un sottospazio vettoriale , di dimensione ; sia
una sua base.
Abbiamo giร visto che ,
pertanto ogni vettore si scrive in modo unico nella forma
, con e .
Indichiamo con la funzione lineare che associa
a ogni la sua proiezione ortogonale sul sottospazio .
Ora ci proponiamo di determinare la matrice della funzione
rispetto alla base canonica di .
Dato , il vettore si puรฒ scrivere (in modo unico)
come combinazione lineare dei vettori della base di
Se indichiamo con la matrice le cui
colonne sono costituite dai vettori
, lโuguaglianza precedente si puรฒ riscrivere
nella forma
I coefficienti incogniti devono essere determinati in modo
che il vettore appartenga al sottospazio ;
si deve quindi avere , per .
Ricordando che il prodotto scalare dei due vettori e non รจ altro
che il prodotto righe per colonne del vettore , scritto in riga, per
il vettore , scritto in colonna, le equazioni ,
, โฆ, , si possono riscrivere nella forma
, cioรจ .
I coefficienti sono dunque le soluzioni del
seguente sistema di equazioni lineari:
Lemma.
Per ogni sottospazio vettoriale di dimensione ,
con base , la matrice รจ invertibile.
Dimostrazione.
Sia . Per ogni , il coefficiente
della matrice รจ dato dal prodotto scalare dei vettori e ,
.
Ciรฒ significa che รจ la matrice del prodotto scalare in ,
rispetto alla base .
Dato che il prodotto scalare รจ una forma bilineare simmetrica
non-degenere, si ha , quindi
la matrice รจ invertibile.
Lโinvertibilitร della matrice permette di concludere che il sistema lineare
ha unโunica soluzione, data da
.
Si ha pertanto
La matrice
รจ dunque la matrice della proiezione ortogonale , rispetto alla base canonica di .
Osservazione.
Si noti che la matrice รจ tale che . Infatti
Osservazione.
Dalla definizione della funzione ,
si deduce che la matrice corrispondente
ha come unici autovalori e .
Lโautospazio relativo allโautovalore รจ il sottospazio , mentre
lโautospazio relativo allโautovalore (cioรจ il nucleo di )
รจ il sottospazio .
Esempio.
Sia il sottospazio vettoriale di
generato dai vettori e .
La matrice , le cui colonne sono i vettori e , รจ
Si ha quindi
Lโinversa della matrice รจ
La matrice della proiezione ortogonale su รจ quindi
1.2 Il metodo dei minimi quadrati
Immaginiamo di voler determinare
lโequazione di una retta, nel piano cartesiano, passante per punti
assegnati , , โฆ, .
Considerando una retta di equazione e
imponendo la condizione di passaggio
per i punti assegnati, si ottiene il seguente sistema di equazioni lineari,
nelle incognite e :
In notazione matriciale questo sistema si riscrive come segue:
Naturalmente, se i punti assegnati sono piรน di due,
non esiste alcuna retta che passi per essi (a meno che tali punti
non siano perfettamente allineati).
Dal punto di vista del sistema lineare precedente, il motivo per cui
tale sistema non ammette soluzione รจ che il vettore costituito dalla
colonna dei termini noti non appartiene al sottospazio vettoriale di generato dalle colonne della matrice del sistema.
In tale situazione il meglio che possiamo fare รจ cercare una retta che
approssimi, nel modo migliore possibile, i punti dati.
Motivati da questo semplice esempio, consideriamo, in generale,
un sistema di equazioni lineari in incognite (con ),
del tipo
Supponiamo che la matrice abbia rango massimo, pari a .
Ciรฒ significa che le colonne
di sono linearmente indipendenti.
Indichiamo con il sottospazio vettoriale generato
dalle colonne di .
Sappiamo che il sistema ammette soluzione
se e solo se il vettore colonna
appartiene al sottospazio .
Se, al contrario, non appartiene a , non esiste
alcun vettore tale che .
In tal caso possiamo cercare di determinare un vettore che renda minima
la differenza .
Osserviamo che, al variare di , lโinsieme dei vettori descrive
lโintero sottospazio . Il nostro problema รจ dunque quello di trovare un
vettore tale che il vettore abbia norma minima.
La situazione รจ descritta nella figura seguente:
ร immediato verificare che il vettore ha norma minima precisamente
quando esso รจ ortogonale al sottospazio ; in tal caso il vettore non
รจ altro che la proiezione ortogonale di su .
Dato che il sottospazio รจ generato dalle colonne
della matrice , la condizione di ortogonalitร
tra e , cioรจ tra e i vettori , รจ espressa
dallโequazione .
Tale equazione equivale al seguente sistema lineare:
Lโipotesi che la matrice abbia rango , cioรจ che le sue colonne
siano linearmente indipendenti, implica
che la matrice รจ invertibile, quindi il sistema
ammette unโunica soluzione data da .
Come dicevamo, questo รจ il vettore che rende minima la
differenza tra il vettore dei termini noti e il vettore .