Lezione 28


1 Spazi vettoriali euclidei

1.1 Aree

Consideriamo due vettori v,wβˆˆβ„n𝑣𝑀superscriptℝ𝑛. PoichΓ© due vettori qualunque sono sempre contenuti in un piano (cioΓ¨ in un sottospazio di dimensione 22 di ℝnsuperscriptℝ𝑛) possiamo concentrare la nostra attenzione su tale piano. Indichiamo con

𝒫⁒(v,w)={λ⁒v+μ⁒w: 0≀λ,μ≀1}𝒫𝑣𝑀conditional-setπœ†π‘£πœ‡π‘€formulae-sequence 0πœ†πœ‡1

il parallelogramma determinato dai due vettori v𝑣 e w𝑀, come nella figura seguente:

Figura che mostra un parallelogramma con lati v e w. Phi Γ¨ l’angolo compreso tra v e w e h Γ¨ l’altezza relativa alla base v

L’area di tale parallelogramma Γ¨ data dal prodotto della lunghezza del vettore v𝑣 (la base) per l’altezza hβ„Ž relativa a tale base. Indicando con Ο•italic-Ο• l’angolo compreso tra i vettori v𝑣 e w𝑀, si ha h=β€–w‖⁒sinβ‘Ο•β„Žnorm𝑀italic-Ο•. Otteniamo quindi:

Area⁒𝒫⁒(v,w)=β€–v‖⁒‖w‖⁒sin⁑ϕArea𝒫𝑣𝑀norm𝑣norm𝑀italic-Ο•

Ricordando che sin2⁑ϕ=1βˆ’cos2⁑ϕsuperscript2italic-Ο•1superscript2italic-Ο•, si trova

sin2⁑ϕ=1βˆ’(vβ‹…w)2β€–vβ€–2⁒‖wβ€–2=β€–vβ€–2⁒‖wβ€–2βˆ’(vβ‹…w)2β€–vβ€–2⁒‖wβ€–2superscript2italic-Ο•1superscript⋅𝑣𝑀2superscriptnorm𝑣2superscriptnorm𝑀2superscriptnorm𝑣2superscriptnorm𝑀2superscript⋅𝑣𝑀2superscriptnorm𝑣2superscriptnorm𝑀2

Si ha dunque

(Area⁒𝒫⁒(v,w))2=β€–vβ€–2⁒‖wβ€–2βˆ’(vβ‹…w)2=(vβ‹…v)⁒(wβ‹…w)βˆ’(vβ‹…w)2superscriptArea𝒫𝑣𝑀2superscriptnorm𝑣2superscriptnorm𝑀2superscript⋅𝑣𝑀2⋅𝑣𝑣⋅𝑀𝑀superscript⋅𝑣𝑀2

Questa formula puΓ² essere riscritta come segue:

Area⁒𝒫⁒(v,w)=det(vβ‹…vvβ‹…wwβ‹…vwβ‹…w)Area𝒫𝑣𝑀matrix⋅𝑣𝑣⋅𝑣𝑀⋅𝑀𝑣⋅𝑀𝑀

Vedremo ora che se n=2𝑛2, cioΓ¨ nel caso di due vettori v,wβˆˆβ„2𝑣𝑀superscriptℝ2, Γ¨ possibile calcolare l’area del parallelogramma 𝒫⁒(v,w)𝒫𝑣𝑀 senza ricorrere al prodotto scalare.

Figura che mostra un parallelogramma con lati v e w e vertici O, E, B, H. Il parallelogramma si trova all’interno di un rettangolo con vertici O, A, B, C

Siano dunque v=(a1,a2)𝑣subscriptπ‘Ž1subscriptπ‘Ž2, w=(b1,b2)βˆˆβ„2𝑀subscript𝑏1subscript𝑏2superscriptℝ2 e consideriamo la situazione descritta nella figura a lato (ove, per semplicitΓ , abbiamo supposto a1,a2,b1,b2β‰₯0subscriptπ‘Ž1subscriptπ‘Ž2subscript𝑏1subscript𝑏20). L’area del parallelogramma 𝒫⁒(v,w)𝒫𝑣𝑀 puΓ² essere ottenuta, per differenza di aree, dall’area del rettangolo O⁒A⁒B⁒C𝑂𝐴𝐡𝐢 sottraendo le aree dei due rettangoli A⁒D⁒E⁒F𝐴𝐷𝐸𝐹 e C⁒G⁒H⁒I𝐢𝐺𝐻𝐼 e dei quattro triangoli O⁒D⁒E𝑂𝐷𝐸, B⁒E⁒F𝐡𝐸𝐹, B⁒H⁒I𝐡𝐻𝐼 e O⁒G⁒H𝑂𝐺𝐻. Osservando che β€–O⁒Dβ€–=β€–B⁒Iβ€–=a1norm𝑂𝐷norm𝐡𝐼subscriptπ‘Ž1, β€–D⁒Eβ€–=β€–A⁒Fβ€–=β€–C⁒Gβ€–=β€–H⁒Iβ€–=a2norm𝐷𝐸norm𝐴𝐹norm𝐢𝐺norm𝐻𝐼subscriptπ‘Ž2, β€–C⁒Iβ€–=β€–G⁒Hβ€–=β€–D⁒Aβ€–=β€–E⁒Fβ€–=b1norm𝐢𝐼norm𝐺𝐻norm𝐷𝐴norm𝐸𝐹subscript𝑏1, β€–O⁒Gβ€–=β€–B⁒Fβ€–=b2norm𝑂𝐺norm𝐡𝐹subscript𝑏2, si ottiene:

Area⁒(O⁒A⁒B⁒C)=(a1+b1)⁒(a2+b2)Area𝑂𝐴𝐡𝐢subscriptπ‘Ž1subscript𝑏1subscriptπ‘Ž2subscript𝑏2
Area⁒(O⁒D⁒E)=Area⁒(B⁒H⁒I)=12⁒a1⁒a2Area𝑂𝐷𝐸Area𝐡𝐻𝐼12subscriptπ‘Ž1subscriptπ‘Ž2
Area⁒(O⁒G⁒H)=Area⁒(B⁒E⁒F)=12⁒b1⁒b2Area𝑂𝐺𝐻Area𝐡𝐸𝐹12subscript𝑏1subscript𝑏2
Area⁒(A⁒D⁒E⁒F)=Area⁒(C⁒G⁒H⁒I)=b1⁒a2Area𝐴𝐷𝐸𝐹Area𝐢𝐺𝐻𝐼subscript𝑏1subscriptπ‘Ž2

da cui si ricava:

Area⁒𝒫⁒(v,w)Area𝒫𝑣𝑀 =(a1+b1)⁒(a2+b2)βˆ’a1⁒a2βˆ’b1⁒b2βˆ’2⁒b1⁒a2absentsubscriptπ‘Ž1subscript𝑏1subscriptπ‘Ž2subscript𝑏2subscriptπ‘Ž1subscriptπ‘Ž2subscript𝑏1subscript𝑏22subscript𝑏1subscriptπ‘Ž2
=a1⁒b2βˆ’b1⁒a2=det(a1b1a2b2)absentsubscriptπ‘Ž1subscript𝑏2subscript𝑏1subscriptπ‘Ž2matrixsubscriptπ‘Ž1subscript𝑏1subscriptπ‘Ž2subscript𝑏2

Il determinante della matrice quadrata costituita dalle componenti dei due vettori v𝑣 e w𝑀 (scritti indifferentemente in colonna oppure in riga) fornisce quindi il valore dell’area del parallelogramma 𝒫⁒(v,w)𝒫𝑣𝑀. Tuttavia, ricordando che

det(a1b1a2b2)=βˆ’det(b1a1b2a2)matrixsubscriptπ‘Ž1subscript𝑏1subscriptπ‘Ž2subscript𝑏2matrixsubscript𝑏1subscriptπ‘Ž1subscript𝑏2subscriptπ‘Ž2

conviene prendere tale determinante in valore assoluto, per evitare il rischio di trovare valori negativi per l’area di un parallelogramma. Otteniamo cosΓ¬ la seguente formula:

Area⁒𝒫⁒(v,w)=|det(a1b1a2b2)|Area𝒫𝑣𝑀matrixsubscriptπ‘Ž1subscript𝑏1subscriptπ‘Ž2subscript𝑏2

per ogni v=(a1,a2)𝑣subscriptπ‘Ž1subscriptπ‘Ž2, w=(b1,b2)βˆˆβ„2𝑀subscript𝑏1subscript𝑏2superscriptℝ2.

1.2 Volumi

Passiamo ora al caso dei volumi. A tal fine consideriamo tre vettori u,v,wβˆˆβ„n𝑒𝑣𝑀superscriptℝ𝑛 e indichiamo con

𝒫⁒(u,v,w)={λ⁒u+μ⁒v+ν⁒w: 0≀λ,ΞΌ,ν≀1}𝒫𝑒𝑣𝑀conditional-setπœ†π‘’πœ‡π‘£πœˆπ‘€formulae-sequence 0πœ†πœ‡πœˆ1

il parallelepipedo da essi determinato. PoichΓ© tre vettori qualunque di ℝnsuperscriptℝ𝑛 sono sempre contenuti in un sottospazio di dimensione 33, possiamo concentrare la nostra attenzione su tale sottospazio tridimensionale. Consideriamo dunque la situazione schematizzata nella figura seguente:

Figura che mostra un parallelepipedo con lati u, v e w. h Γ¨ l’altezza relativa alla base determinata dai vettori u e v

Il volume di tale parallelepipedo Γ¨ dato dal prodotto dell’area del parallelogramma 𝒫⁒(u,v)𝒫𝑒𝑣 (l’area di base) per l’altezza hβ„Ž relativa a tale base. Sviluppando i calcoli si trova la seguente formula per il volume:

Vol⁒𝒫⁒(u,v,w)=det(uβ‹…uuβ‹…vuβ‹…wvβ‹…uvβ‹…vvβ‹…wwβ‹…uwβ‹…vwβ‹…w)Vol𝒫𝑒𝑣𝑀matrix⋅𝑒𝑒⋅𝑒𝑣⋅𝑒𝑀⋅𝑣𝑒⋅𝑣𝑣⋅𝑣𝑀⋅𝑀𝑒⋅𝑀𝑣⋅𝑀𝑀

Se n=3𝑛3, cioΓ¨ nel caso di tre vettori u,v,wβˆˆβ„3𝑒𝑣𝑀superscriptℝ3, Γ¨ possibile calcolare il volume del parallelepipedo 𝒫⁒(u,v,w)𝒫𝑒𝑣𝑀 anche come il valore assoluto del determinante della matrice le cui colonne (o righe) sono costituite dalle componenti dei vettori dati. Si puΓ² cioΓ¨ dimostrare che, dati u=(a1,a2,a3)𝑒subscriptπ‘Ž1subscriptπ‘Ž2subscriptπ‘Ž3, v=(b1,b2,b3)𝑣subscript𝑏1subscript𝑏2subscript𝑏3, w=(c1,c2,c3)βˆˆβ„3𝑀subscript𝑐1subscript𝑐2subscript𝑐3superscriptℝ3, si ha

Vol⁒𝒫⁒(u,v,w)=|det(a1b1c1a2b2c2a3b3c3)|Vol𝒫𝑒𝑣𝑀matrixsubscriptπ‘Ž1subscript𝑏1subscript𝑐1subscriptπ‘Ž2subscript𝑏2subscript𝑐2subscriptπ‘Ž3subscript𝑏3subscript𝑐3

1.3 Vettori ortogonali

Nel seguito considereremo lo spazio vettoriale V=ℝn𝑉superscriptℝ𝑛 dotato del prodotto scalare precedentemente definito. Tale spazio Γ¨ detto uno spazio euclideo. Abbiamo giΓ  visto che il prodotto scalare definisce una funzione bilineare simmetrica

VΓ—V→ℝ,(v,w)↦vβ‹…wformulae-sequence→𝑉𝑉ℝmaps-to𝑣𝑀⋅𝑣𝑀

Nel seguito questa funzione bilineare simmetrica verrΓ  indicata con g𝑔, cioΓ¨ poniamo g⁒(v,w)=vβ‹…w𝑔𝑣𝑀⋅𝑣𝑀. Useremo questa notazione perchΓ© in questo modo tutti i risultati che dimostreremo potranno essere facilmente estesi a spazi vettoriali dotati di prodotti scalari piΓΉ generali di quello che abbiamo visto finora.

Definizione. Sia V𝑉 uno spazio euclideo. Due vettori v,w∈V𝑣𝑀𝑉 si dicono ortogonali se g⁒(v,w)=0𝑔𝑣𝑀0. Due sottospazi vettoriali U1,U2βŠ†Vsubscriptπ‘ˆ1subscriptπ‘ˆ2𝑉 si dicono ortogonali se g⁒(u1,u2)=0𝑔subscript𝑒1subscript𝑒20, per ogni u1∈U1subscript𝑒1subscriptπ‘ˆ1 e ogni u2∈U2subscript𝑒2subscriptπ‘ˆ2.

Definizione. Sia V𝑉 uno spazio euclideo. Dato un sottoinsieme S𝑆 di V𝑉 definiamo il suo ortogonale ponendo

SβŸ‚={v∈V:g⁒(v,w)=0,βˆ€w∈S}superscript𝑆perpendicular-toconditional-set𝑣𝑉formulae-sequence𝑔𝑣𝑀0for-all𝑀𝑆

Teorema. Siano V𝑉 uno spazio euclideo e S𝑆 un sottoinsieme di V𝑉. Allora:

  1. 1.

    SβŸ‚superscript𝑆perpendicular-to Γ¨ un sottospazio vettoriale di V𝑉;

  2. 2.

    Si ha SβŠ†βŸ¨SβŸ©βŠ†(SβŸ‚)βŸ‚π‘†delimited-βŸ¨βŸ©π‘†superscriptsuperscript𝑆perpendicular-toperpendicular-to, ove ⟨S⟩delimited-βŸ¨βŸ©π‘† denota il sottospazio vettoriale di V𝑉 generato da S𝑆.

Dimostrazione. Per dimostrare la prima affermazione consideriamo due vettori v1subscript𝑣1, v2∈SβŸ‚subscript𝑣2superscript𝑆perpendicular-to e due scalari Ξ»1subscriptπœ†1, Ξ»2βˆˆβ„subscriptπœ†2ℝ. Per ogni w∈S𝑀𝑆, si ha:

g⁒(Ξ»1⁒v1+Ξ»2⁒v2,w)=Ξ»1⁒g⁒(v1,w)+Ξ»2⁒g⁒(v2,w)=Ξ»1⁒ 0+Ξ»2⁒ 0=0𝑔subscriptπœ†1subscript𝑣1subscriptπœ†2subscript𝑣2𝑀subscriptπœ†1𝑔subscript𝑣1𝑀subscriptπœ†2𝑔subscript𝑣2𝑀subscriptπœ†1 0subscriptπœ†2 00

quindi Ξ»1⁒v1+Ξ»2⁒v2∈SβŸ‚subscriptπœ†1subscript𝑣1subscriptπœ†2subscript𝑣2superscript𝑆perpendicular-to.

Per quanto riguarda la seconda affermazione, l’inclusione SβŠ†βŸ¨SβŸ©π‘†delimited-βŸ¨βŸ©π‘† Γ¨ ovvia. Per dimostrare che ⟨SβŸ©βŠ†(SβŸ‚)βŸ‚delimited-βŸ¨βŸ©π‘†superscriptsuperscript𝑆perpendicular-toperpendicular-to consideriamo un generico vettore w∈⟨SβŸ©π‘€delimited-βŸ¨βŸ©π‘†; esso si potrΓ  scrivere nella forma

w=Ξ»1⁒w1+Ξ»2⁒w2+β‹―+Ξ»r⁒wr𝑀subscriptπœ†1subscript𝑀1subscriptπœ†2subscript𝑀2β‹―subscriptπœ†π‘Ÿsubscriptπ‘€π‘Ÿ

per qualche Ξ»1,…,Ξ»rβˆˆβ„subscriptπœ†1…subscriptπœ†π‘Ÿβ„ e qualche w1,…,wr∈Ssubscript𝑀1…subscriptπ‘€π‘Ÿπ‘†. Per ogni v∈SβŸ‚π‘£superscript𝑆perpendicular-to, si ha

g⁒(w,v)=g⁒(βˆ‘i=1rΞ»i⁒wi,v)=βˆ‘i=1rΞ»i⁒g⁒(wi,v)=0𝑔𝑀𝑣𝑔superscriptsubscript𝑖1π‘Ÿsubscriptπœ†π‘–subscript𝑀𝑖𝑣superscriptsubscript𝑖1π‘Ÿsubscriptπœ†π‘–π‘”subscript𝑀𝑖𝑣0

dato che wi∈Ssubscript𝑀𝑖𝑆 e v∈SβŸ‚π‘£superscript𝑆perpendicular-to. CiΓ² significa che w𝑀 Γ¨ ortogonale a tutti i vettori di SβŸ‚superscript𝑆perpendicular-to, quindi w∈(SβŸ‚)βŸ‚π‘€superscriptsuperscript𝑆perpendicular-toperpendicular-to.

Teorema. Siano V𝑉 uno spazio euclideo e S𝑆, T𝑇 due sottoinsiemi di V𝑉. Valgono le seguenti proprietΓ :

  1. 1.

    SβŠ†Tβ‡’TβŸ‚βŠ†SβŸ‚π‘†π‘‡β‡’superscript𝑇perpendicular-tosuperscript𝑆perpendicular-to;

  2. 2.

    SβŸ‚=⟨SβŸ©βŸ‚superscript𝑆perpendicular-tosuperscriptdelimited-βŸ¨βŸ©π‘†perpendicular-to.

Dimostrazione. (1) Sia v∈TβŸ‚π‘£superscript𝑇perpendicular-to; si ha g⁒(v,w)=0𝑔𝑣𝑀0, per ogni w∈T𝑀𝑇. Dato che SβŠ†T𝑆𝑇, si ha quindi anche g⁒(v,w)=0𝑔𝑣𝑀0, per ogni w∈S𝑀𝑆, il che significa che v∈SβŸ‚π‘£superscript𝑆perpendicular-to.

(2) Dall’inclusione SβŠ†βŸ¨SβŸ©π‘†delimited-βŸ¨βŸ©π‘† e dalla proprietΓ  (1) segue che ⟨SβŸ©βŸ‚βŠ†SβŸ‚superscriptdelimited-βŸ¨βŸ©π‘†perpendicular-tosuperscript𝑆perpendicular-to. Per dimostrare l’inclusione opposta, consideriamo un vettore v∈SβŸ‚π‘£superscript𝑆perpendicular-to. Ogni vettore w∈⟨SβŸ©π‘€delimited-βŸ¨βŸ©π‘† si puΓ² esprimere nella forma

w=Ξ»1⁒w1+Ξ»2⁒w2+β‹―+Ξ»r⁒wr𝑀subscriptπœ†1subscript𝑀1subscriptπœ†2subscript𝑀2β‹―subscriptπœ†π‘Ÿsubscriptπ‘€π‘Ÿ

per qualche Ξ»1,…,Ξ»rβˆˆβ„subscriptπœ†1…subscriptπœ†π‘Ÿβ„ e qualche w1,…,wr∈Ssubscript𝑀1…subscriptπ‘€π‘Ÿπ‘†. Si ha quindi

g⁒(v,w)=g⁒(v,βˆ‘i=1rΞ»i⁒wi)=βˆ‘i=1rΞ»i⁒g⁒(v,wi)=0𝑔𝑣𝑀𝑔𝑣superscriptsubscript𝑖1π‘Ÿsubscriptπœ†π‘–subscript𝑀𝑖superscriptsubscript𝑖1π‘Ÿsubscriptπœ†π‘–π‘”π‘£subscript𝑀𝑖0

CiΓ² significa che v𝑣 Γ¨ ortogonale a tutti i vettori di ⟨S⟩delimited-βŸ¨βŸ©π‘†, quindi v∈⟨SβŸ©βŸ‚π‘£superscriptdelimited-βŸ¨βŸ©π‘†perpendicular-to.

Definizione. Sia V𝑉 uno spazio euclideo. Una base {v1,v2,…,vn}subscript𝑣1subscript𝑣2…subscript𝑣𝑛 di V𝑉 costituita da vettori a due a due ortogonali Γ¨ detta una base ortogonale di V𝑉.

Definizione. Sia V𝑉 uno spazio euclideo. Un vettore v∈V𝑣𝑉 si dice normalizzato o anche versore se g⁒(v,v)=1𝑔𝑣𝑣1.

Definizione. Sia V𝑉 uno spazio euclideo. Una base {v1,v2,…,vn}subscript𝑣1subscript𝑣2…subscript𝑣𝑛 di V𝑉 si dice ortonormale se essa Γ¨ una base ortogonale e se tutti i vettori v1,…,vnsubscript𝑣1…subscript𝑣𝑛 sono normalizzati, cioΓ¨ se g⁒(vi,vj)=0𝑔subscript𝑣𝑖subscript𝑣𝑗0 per iβ‰ j𝑖𝑗, mentre g⁒(vi,vi)=1𝑔subscript𝑣𝑖subscript𝑣𝑖1, per ogni i=1,…,n𝑖1…𝑛.