ove con il simbolo indichiamo la lunghezza di un segmento .
Ricordando che e , si ottiene la seguente formula che esprime la lunghezza del segmento che rappresenta il vettore :
Consideriamo ora un vettore , rappresentato dal segmento orientato come nella figura seguente:
Dato che Γ¨ un triangolo rettangolo, si ha
e osservando che anche il triangolo Γ¨ rettangolo, si ha
da cui segue che
Notando che , e , si conclude che la lunghezza del segmento che rappresenta il vettore Γ¨ data da
Questi due risultati motivano la seguente definizione:
Definizione.
Sia . La lunghezza di (detta anche la norma o il modulo di ) Γ¨ data dalla radice quadrata della somma dei quadrati delle componenti di :
La norma definisce quindi una funzione
che soddisfa le seguenti proprietΓ :
1.
, per ogni , e se e solo se ;
2.
, per ogni e ogni ;
3.
, per ogni .
La proprietΓ (1) Γ¨ del tutto ovvia (una somma di quadrati di numeri reali Γ¨ sempre ed Γ¨ nulla se e solo se tutti i numeri in questione sono zero), mentre la proprietΓ (2) puΓ² essere verificata con un facile calcolo.
La proprietΓ (3), detta disuguaglianza triangolare, ha un evidente significato geometrico: essa equivale al noto risultato di geometria euclidea che afferma che in ogni triangolo la lunghezza di un lato Γ¨ minore della somma delle lunghezze degli altri due. La dimostrazione algebrica di questa proprietΓ verrΓ data in seguito.
1.2 Prodotto scalare e angolo tra due vettori
Due vettori non nulli e in (oppure in ) individuano due angoli la cui somma Γ¨ un angolo giro. Con lβespressione βangolo compreso tra due vettoriβ noi intenderemo sempre lβangolo convesso (non orientato), cioΓ¨ quello il cui valore Γ¨ nellβintervallo .
Consideriamo dunque lo spazio vettoriale , oppure . In fisica viene definito il prodotto scalare di due vettori e ponendo
ove Γ¨ lβangolo compreso tra i due vettori (a tal proposito si noti che quindi, nella definizione di prodotto scalare, non Γ¨ importante quale dei due angoli determinati da e si considera).
Il prodotto scalare definisce quindi una funzione
Si può dimostrare che questa funzione è bilineare (cioè lineare rispetto a ciascuno dei suoi due argomenti) e simmetrica, cioè soddisfa le seguenti proprietà :
1.
,
2.
,
3.
,
4.
,
5.
,
per ogni e ogni .
Da queste proprietΓ Γ¨ possibile ricavare una formula algebrica esplicita per calcolare il prodotto scalare di due vettori:
Teorema.
Siano , (oppure, , ).
Allora si ha:
Dimostrazione.
Effettuiamo la dimostrazione per (il caso in cui Γ¨ del tutto analogo).
Siano dunque , e indichiamo con , , i tre vettori della base canonica di . Possiamo quindi scrivere e .
Utilizzando la bilinearitΓ del prodotto scalare si ottiene:
I risultati precedenti permettono di ricavare lβangolo compreso tra due vettori non nulli e di o . Si ha infatti:
Possiamo quindi concludere che, nel caso di vettori di o , il prodotto scalare permette di calcolare sia la norma di un vettore che lβangolo (non orientato) formato da due vettori non nulli.
1.3 Il prodotto scalare in
I risultati ottenuti nei paragrafi precedenti motivano la seguente definizione:
Definizione.
Dati due vettori , di , il loro prodotto scalare Γ¨ definito ponendo
In base a questa definizione, per ogni , si ha
quindi
Per definire lβangolo compreso tra due vettori non nulli di vorremmo usare lβanalogo della formula valida per vettori di o . Tuttavia, dato che il coseno di un angolo assume solo valori compresi nellβintervallo , dobbiamo prima verificare che, per ogni coppia di vettori non nulli , si abbia
Teorema (disuguaglianza di CauchyβSchwarz).
Per ogni coppia di vettori , si ha
Inoltre vale il segno di uguaglianza se e solo se i due vettori sono linearmente dipendenti.
Dimostrazione.
Iniziamo col dimostrare la prima affermazione.
Osserviamo che se uno dei due vettori Γ¨ nullo, il risultato Γ¨ banalmente verificato. Supponiamo quindi che e siano vettori non nulli.
Ponendo , con , si ha:
per ogni .
Il trinomio di secondo grado in
assume dunque sempre valori , pertanto il suo discriminante deve essere . Si ha quindi
da cui si deduce che .
Dimostriamo ora la seconda affermazione.
Se i due vettori sono linearmente dipendenti uno dei due deve essere multiplo dellβaltro. Possiamo supporre, ad esempio, che sia , per qualche .
In tal caso e si ottiene
Viceversa, supponiamo che nella disuguaglianza di CauchyβSchwarz valga il segno di uguaglianza.
Si ha quindi
Se i due vettori sono linearmente dipendenti; in caso contrario poniamo
Dalla disuguaglianza di CauchyβSchwarz segue che, per ogni coppia di vettori non nulli , Γ¨
Inoltre, dalla dimostrazione precedente si deduce che Γ¨ se e solo se i vettori e sono paralleli e hanno lo stesso verso, mentre se e solo se e sono paralleli ma hanno versi opposti.
Osservando che, per ogni numero reale esiste un unico angolo tale che , possiamo dare la seguente definizione:
Definizione.
Dati due vettori non nulli , lβangolo (non orientato) tra essi compreso Γ¨ lβunico tale che
Unβaltra conseguenza della disuguaglianza di CauchyβSchwarz Γ¨ la cosiddetta disuguaglianza triangolare, che ora dimostreremo.
Teorema (disuguaglianza triangolare).
Per ogni , si ha
Dimostrazione.
Si ha:
Estraendo la radice quadrata si ottiene , come volevasi dimostrare.
Osservazione.
Dalla definizione di angolo tra due vettori segue la seguente condizione di perpendicolarità : due vettori non nulli sono ortogonali se e solo se il loro prodotto scalare è zero. Infatti, si ha se e solo se (e quindi ) oppure (cioè ) oppure ancora (cioè ).