Lezione 24


1 La forma canonica di Jordan

Sia V๐‘‰ uno spazio vettoriale di dimensione n๐‘› sul campo โ„‚โ„‚ dei numeri complessi e sia f:Vโ†’V:๐‘“โ†’๐‘‰๐‘‰ una funzione lineare.

Per ogni ฮปโˆˆโ„‚๐œ†โ„‚ indicheremo semplicemente con ฮป:Vโ†’V:๐œ†โ†’๐‘‰๐‘‰ lโ€™applicazione lineare data da vโ†ฆฮปโขvmaps-to๐‘ฃ๐œ†๐‘ฃ.

Ricordiamo che ฮปโˆˆโ„‚๐œ†โ„‚ รจ un autovalore di f๐‘“ se Kerโข(fโˆ’ฮป)โ‰ {0}Ker๐‘“๐œ†0 e che un vettore non nullo vโˆˆV๐‘ฃ๐‘‰ รจ un autovettore associato allโ€™autovalore ฮป๐œ† se vโˆˆKerโข(fโˆ’ฮป)๐‘ฃKer๐‘“๐œ†, cioรจ se fโข(v)=ฮปโขv๐‘“๐‘ฃ๐œ†๐‘ฃ. Se ฮป๐œ† รจ un autovalore di f๐‘“, il sottospazio vettoriale Kerโข(fโˆ’ฮป)Ker๐‘“๐œ† di V๐‘‰ รจ lโ€™autospazio relativo allโ€™autovalore ฮป๐œ†.

Ora generalizzeremo la nozione di autovettore. Per ogni intero m>0๐‘š0 indicheremo con (fโˆ’ฮป)msuperscript๐‘“๐œ†๐‘š la funzione lineare ottenuta componendo fโˆ’ฮป๐‘“๐œ† con sรฉ stessa m๐‘š volte.

Definizione. Sia ฮปโˆˆโ„‚๐œ†โ„‚ un autovalore di f:Vโ†’V:๐‘“โ†’๐‘‰๐‘‰. Un vettore non nullo vโˆˆV๐‘ฃ๐‘‰ รจ detto un autovettore generalizzato di f๐‘“, relativo allโ€™autovalore ฮป๐œ†, se vโˆˆKerโข(fโˆ’ฮป)m๐‘ฃKersuperscript๐‘“๐œ†๐‘š, per qualche m>0๐‘š0.

Il minimo m๐‘š per cui vโˆˆKerโข(fโˆ’ฮป)m๐‘ฃKersuperscript๐‘“๐œ†๐‘š รจ detto il periodo di v๐‘ฃ (se m=1๐‘š1, v๐‘ฃ รจ un autovettore ordinario).

Si noti che valgono le seguenti inclusioni

Kerโข(fโˆ’ฮป)โІKerโข(fโˆ’ฮป)2โІโ‹ฏโІKerโข(fโˆ’ฮป)mโІโ‹ฏโІV.Ker๐‘“๐œ†Kersuperscript๐‘“๐œ†2โ‹ฏKersuperscript๐‘“๐œ†๐‘šโ‹ฏ๐‘‰

Indicheremo con

Vฮป=โ‹ƒm>0Kerโข(fโˆ’ฮป)msubscript๐‘‰๐œ†subscript๐‘š0Kersuperscript๐‘“๐œ†๐‘š

il sottospazio vettoriale di V๐‘‰ costituito dagli autovettori generalizzati relativi allโ€™autovalore ฮป๐œ†. Naturalmente si ha Vฮป=Kerโข(fโˆ’ฮป)rsubscript๐‘‰๐œ†Kersuperscript๐‘“๐œ†๐‘Ÿ, per r๐‘Ÿ sufficientemente grande.

Lemma. Sia v๐‘ฃ un autovettore generalizzato per f๐‘“, relativo allโ€™autovalore ฮป๐œ†, e sia m๐‘š il periodo di v๐‘ฃ (ciรฒ significa che vโˆˆKerโข(fโˆ’ฮป)m๐‘ฃKersuperscript๐‘“๐œ†๐‘š ma vโˆ‰Kerโข(fโˆ’ฮป)mโˆ’1๐‘ฃKersuperscript๐‘“๐œ†๐‘š1). Allora gli m๐‘š vettori

v,(fโˆ’ฮป)โข(v),(fโˆ’ฮป)2โข(v),โ€ฆ,(fโˆ’ฮป)mโˆ’1โข(v)๐‘ฃ๐‘“๐œ†๐‘ฃsuperscript๐‘“๐œ†2๐‘ฃโ€ฆsuperscript๐‘“๐œ†๐‘š1๐‘ฃ

sono linearmente indipendenti.

Dimostrazione. Consideriamo una combinazione lineare

ฮฑ0โขv+ฮฑ1โข(fโˆ’ฮป)โข(v)+ฮฑ2โข(fโˆ’ฮป)2โข(v)+โ‹ฏ+ฮฑmโˆ’1โข(fโˆ’ฮป)mโˆ’1โข(v)=0.subscript๐›ผ0๐‘ฃsubscript๐›ผ1๐‘“๐œ†๐‘ฃsubscript๐›ผ2superscript๐‘“๐œ†2๐‘ฃโ‹ฏsubscript๐›ผ๐‘š1superscript๐‘“๐œ†๐‘š1๐‘ฃ0

Se applichiamo (fโˆ’ฮป)mโˆ’1superscript๐‘“๐œ†๐‘š1 ad ambo i membri (e ricordiamo che (fโˆ’ฮป)mโข(v)=0superscript๐‘“๐œ†๐‘š๐‘ฃ0), otteniamo

ฮฑ0โข(fโˆ’ฮป)mโˆ’1โข(v)+0=0,subscript๐›ผ0superscript๐‘“๐œ†๐‘š1๐‘ฃ00

da cui segue ฮฑ0=0subscript๐›ผ00. La precedente combinazione lineare si riduce pertanto a

ฮฑ1โข(fโˆ’ฮป)โข(v)+ฮฑ2โข(fโˆ’ฮป)2โข(v)+โ‹ฏ+ฮฑmโˆ’1โข(fโˆ’ฮป)mโˆ’1โข(v)=0.subscript๐›ผ1๐‘“๐œ†๐‘ฃsubscript๐›ผ2superscript๐‘“๐œ†2๐‘ฃโ‹ฏsubscript๐›ผ๐‘š1superscript๐‘“๐œ†๐‘š1๐‘ฃ0

Applicando ora (fโˆ’ฮป)mโˆ’2superscript๐‘“๐œ†๐‘š2 ad ambo i membri, si ottiene

ฮฑ1โข(fโˆ’ฮป)mโˆ’1โข(v)+0=0,subscript๐›ผ1superscript๐‘“๐œ†๐‘š1๐‘ฃ00

da cui segue ฮฑ1=0subscript๐›ผ10. Continuando in questo modo si dimostra che tutti i coefficienti ฮฑisubscript๐›ผ๐‘– sono nulli.

Da questo risultato discende che ogni autovettore generalizzato per f๐‘“ ha periodo โ‰คnabsent๐‘›. Infatti, se un autovettore generalizzato v๐‘ฃ avesse periodo m>n๐‘š๐‘›, gli m๐‘š vettori v๐‘ฃ, (fโˆ’ฮป)โข(v)๐‘“๐œ†๐‘ฃ, โ€ฆ, (fโˆ’ฮป)mโˆ’1โข(v)superscript๐‘“๐œ†๐‘š1๐‘ฃ sarebbero linearmente indipendenti, il che รจ assurdo dato che m>n=dimV๐‘š๐‘›dimension๐‘‰. Quindi si ha

Vฮป=Kerโข(fโˆ’ฮป)n.subscript๐‘‰๐œ†Kersuperscript๐‘“๐œ†๐‘›

Il risultato seguente รจ una generalizzazione, al caso degli autovettori generalizzati, del fatto che autovettori relativi ad autovalori distinti sono linearmente indipendenti.

Teorema. Siano V๐‘‰ ed f๐‘“ come sopra e siano ฮป1,โ€ฆ,ฮปrsubscript๐œ†1โ€ฆsubscript๐œ†๐‘Ÿ autovalori di f๐‘“, a due a due distinti. Per ogni i=1,โ€ฆ,r๐‘–1โ€ฆ๐‘Ÿ, sia viโˆˆVฮปisubscript๐‘ฃ๐‘–subscript๐‘‰subscript๐œ†๐‘– un autovettore generalizzato relativo allโ€™autovalore ฮปisubscript๐œ†๐‘–. Allora i vettori v1,โ€ฆ,vrsubscript๐‘ฃ1โ€ฆsubscript๐‘ฃ๐‘Ÿ sono linearmente indipendenti.

Dimostrazione. Per ogni i=1,โ€ฆ,r๐‘–1โ€ฆ๐‘Ÿ, indichiamo con misubscript๐‘š๐‘– il periodo di visubscript๐‘ฃ๐‘– e consideriamo lโ€™endomorfismo (fโˆ’ฮปi)miโˆ’1superscript๐‘“subscript๐œ†๐‘–subscript๐‘š๐‘–1.

Come prima cosa osserviamo che, per ogni i๐‘– e j๐‘—, gli endomorfismi (fโˆ’ฮปi)ssuperscript๐‘“subscript๐œ†๐‘–๐‘  e (fโˆ’ฮปj)tsuperscript๐‘“subscript๐œ†๐‘—๐‘ก commutano tra loro, per ogni s,tโ‰ฅ1๐‘ ๐‘ก1. Ciรฒ discende dal fatto che le potenze di f๐‘“ commutano tra loro e f๐‘“ commuta con la moltiplicazione per ogni scalare ฮป๐œ†. Inoltre, per ogni i=1,โ€ฆ,r๐‘–1โ€ฆ๐‘Ÿ, il vettore

wi=(fโˆ’ฮปi)miโˆ’1โข(vi)subscript๐‘ค๐‘–superscript๐‘“subscript๐œ†๐‘–subscript๐‘š๐‘–1subscript๐‘ฃ๐‘–

รจ un autovettore di f๐‘“ relativo allโ€™autovalore ฮปisubscript๐œ†๐‘–, infatti si ha

(fโˆ’ฮปi)โข(wi)=(fโˆ’ฮปi)โข(fโˆ’ฮปi)miโˆ’1โข(vi)=(fโˆ’ฮปi)miโข(vi)=0.๐‘“subscript๐œ†๐‘–subscript๐‘ค๐‘–๐‘“subscript๐œ†๐‘–superscript๐‘“subscript๐œ†๐‘–subscript๐‘š๐‘–1subscript๐‘ฃ๐‘–superscript๐‘“subscript๐œ†๐‘–subscript๐‘š๐‘–subscript๐‘ฃ๐‘–0

Da ciรฒ discende che

(fโˆ’ฮปj)mโข(wi)=(ฮปiโˆ’ฮปj)mโขwi,superscript๐‘“subscript๐œ†๐‘—๐‘šsubscript๐‘ค๐‘–superscriptsubscript๐œ†๐‘–subscript๐œ†๐‘—๐‘šsubscript๐‘ค๐‘–

per ogni i,j=1,โ€ฆ,rformulae-sequence๐‘–๐‘—1โ€ฆ๐‘Ÿ ed ogni mโ‰ฅ1๐‘š1.

Consideriamo ora una combinazione lineare

ฮฑ1โขv1+ฮฑ2โขv2+โ‹ฏ+ฮฑrโขvr=0subscript๐›ผ1subscript๐‘ฃ1subscript๐›ผ2subscript๐‘ฃ2โ‹ฏsubscript๐›ผ๐‘Ÿsubscript๐‘ฃ๐‘Ÿ0

e applichiamo ad ambo i membri lโ€™endomorfismo

(fโˆ’ฮป1)m1โˆ’1โข(fโˆ’ฮป2)m2โข(fโˆ’ฮป3)m3โขโ‹ฏโข(fโˆ’ฮปr)mr.superscript๐‘“subscript๐œ†1subscript๐‘š11superscript๐‘“subscript๐œ†2subscript๐‘š2superscript๐‘“subscript๐œ†3subscript๐‘š3โ‹ฏsuperscript๐‘“subscript๐œ†๐‘Ÿsubscript๐‘š๐‘Ÿ

Da quanto detto in precedenza si ottiene:

ฮฑ1โข(ฮป1โˆ’ฮป2)m2โข(ฮป1โˆ’ฮป3)m3โขโ‹ฏโข(ฮป1โˆ’ฮปr)mrโข(fโˆ’ฮป1)m1โˆ’1โข(v1)=0subscript๐›ผ1superscriptsubscript๐œ†1subscript๐œ†2subscript๐‘š2superscriptsubscript๐œ†1subscript๐œ†3subscript๐‘š3โ‹ฏsuperscriptsubscript๐œ†1subscript๐œ†๐‘Ÿsubscript๐‘š๐‘Ÿsuperscript๐‘“subscript๐œ†1subscript๐‘š11subscript๐‘ฃ10

da cui, ricordando che gli autovalori ฮป1,โ€ฆ,ฮปrsubscript๐œ†1โ€ฆsubscript๐œ†๐‘Ÿ sono a due a due distinti, discende che ฮฑ1=0subscript๐›ผ10.

La combinazione lineare precedente si riduce quindi a

ฮฑ2โขv2+โ‹ฏ+ฮฑrโขvr=0.subscript๐›ผ2subscript๐‘ฃ2โ‹ฏsubscript๐›ผ๐‘Ÿsubscript๐‘ฃ๐‘Ÿ0

Applicando ora lโ€™endomorfismo

(fโˆ’ฮป2)m2โˆ’1โข(fโˆ’ฮป3)m3โขโ‹ฏโข(fโˆ’ฮปr)mrsuperscript๐‘“subscript๐œ†2subscript๐‘š21superscript๐‘“subscript๐œ†3subscript๐‘š3โ‹ฏsuperscript๐‘“subscript๐œ†๐‘Ÿsubscript๐‘š๐‘Ÿ

si ottiene:

ฮฑ2โข(ฮป2โˆ’ฮป3)m3โขโ‹ฏโข(ฮป2โˆ’ฮปr)mrโข(fโˆ’ฮป2)m2โˆ’1โข(v2)=0subscript๐›ผ2superscriptsubscript๐œ†2subscript๐œ†3subscript๐‘š3โ‹ฏsuperscriptsubscript๐œ†2subscript๐œ†๐‘Ÿsubscript๐‘š๐‘Ÿsuperscript๐‘“subscript๐œ†2subscript๐‘š21subscript๐‘ฃ20

da cui segue ฮฑ2=0subscript๐›ผ20.

Continuando in questo modo si dimostra che tutti gli ฮฑisubscript๐›ผ๐‘–, i=1,โ€ฆ,r๐‘–1โ€ฆ๐‘Ÿ, sono nulli.

Ricordiamo che, anche se una funzione lineare f:Vโ†’V:๐‘“โ†’๐‘‰๐‘‰ possiede tutti i suoi autovalori nel campo di definizione K๐พ (il che accade sempre, se K๐พ รจ algebricamente chiuso), gli autovettori di f๐‘“ potrebbero non generare lโ€™intero spazio vettoriale V๐‘‰. In tal caso non esiste una base di V๐‘‰ costituita da autovettori di f๐‘“, quindi f๐‘“ non รจ diagonalizzabile. Vedremo ora che con gli autovettori generalizzati un problema del genere non si presenta.

Teorema. Sia V๐‘‰ uno spazio vettoriale di dimensione finita su โ„‚โ„‚. Per ogni endomorfismo f:Vโ†’V:๐‘“โ†’๐‘‰๐‘‰, esiste una base di V๐‘‰ costituita da autovettori generalizzati di f๐‘“.

Dimostrazione. Dimostreremo lโ€™enunciato per induzione sulla dimensione di V๐‘‰. Se dimV=1dimension๐‘‰1 ogni funzione lineare f:Vโ†’V:๐‘“โ†’๐‘‰๐‘‰ รจ data dalla moltiplicazione per uno scalare ฮป๐œ†, quindi ogni vettore non nullo vโˆˆV๐‘ฃ๐‘‰ รจ autovettore di f๐‘“.

Supponiamo dunque che il risultato sia vero per tutti gli spazi vettoriali di dimensione strettamente minore di n=dimV๐‘›dimension๐‘‰. Sia ฮปโˆˆโ„‚๐œ†โ„‚ un autovalore di f๐‘“ e sia Vฮป=Kerโข(fโˆ’ฮป)nsubscript๐‘‰๐œ†Kersuperscript๐‘“๐œ†๐‘› il sottospazio di V๐‘‰ costituito dagli autovettori generalizzati di f๐‘“ relativi allโ€™autovalore ฮป๐œ†. Se V=Vฮป๐‘‰subscript๐‘‰๐œ† la dimostrazione รจ terminata. In caso contrario poniamo Wฮป=Imโข(fโˆ’ฮป)nsubscript๐‘Š๐œ†Imsuperscript๐‘“๐œ†๐‘›. Vogliamo dimostrare che V=VฮปโŠ•Wฮป๐‘‰direct-sumsubscript๐‘‰๐œ†subscript๐‘Š๐œ†.

Dato che dimVฮป+dimWฮป=dimVdimensionsubscript๐‘‰๐œ†dimensionsubscript๐‘Š๐œ†dimension๐‘‰, รจ sufficiente dimostrare che VฮปโˆฉWฮป={0}subscript๐‘‰๐œ†subscript๐‘Š๐œ†0. Sia dunque vโˆˆVฮปโˆฉWฮป๐‘ฃsubscript๐‘‰๐œ†subscript๐‘Š๐œ†. Dato che vโˆˆWฮป=Imโข(fโˆ’ฮป)n๐‘ฃsubscript๐‘Š๐œ†Imsuperscript๐‘“๐œ†๐‘›, si ha v=(fโˆ’ฮป)nโข(u)๐‘ฃsuperscript๐‘“๐œ†๐‘›๐‘ข, per qualche uโˆˆV๐‘ข๐‘‰. Ma, dato che vโˆˆVฮป=Kerโข(fโˆ’ฮป)n๐‘ฃsubscript๐‘‰๐œ†Kersuperscript๐‘“๐œ†๐‘›, si ha (fโˆ’ฮป)nโข(v)=(fโˆ’ฮป)2โขnโข(u)=0superscript๐‘“๐œ†๐‘›๐‘ฃsuperscript๐‘“๐œ†2๐‘›๐‘ข0. Ciรฒ significa che anche u๐‘ข รจ un autovettore generalizzato per f๐‘“, relativo allโ€™autovalore ฮป๐œ† e, poichรฉ il periodo di ogni autovettore generalizzato รจ โ‰คnabsent๐‘›, si deve avere (fโˆ’ฮป)nโข(u)=0superscript๐‘“๐œ†๐‘›๐‘ข0, cioรจ v=0๐‘ฃ0.

Ora dimostriamo che Wฮปsubscript๐‘Š๐œ† รจ stabile per f๐‘“, cioรจ che fโข(Wฮป)โІWฮป๐‘“subscript๐‘Š๐œ†subscript๐‘Š๐œ†. Sia vโˆˆWฮป๐‘ฃsubscript๐‘Š๐œ†, allora v=(fโˆ’ฮป)nโข(u)๐‘ฃsuperscript๐‘“๐œ†๐‘›๐‘ข, per qualche uโˆˆV๐‘ข๐‘‰. Si ha

fโข(v)=fโข((fโˆ’ฮป)nโข(u))=(fโˆ’ฮป)nโข(fโข(u)),๐‘“๐‘ฃ๐‘“superscript๐‘“๐œ†๐‘›๐‘ขsuperscript๐‘“๐œ†๐‘›๐‘“๐‘ข

perchรฉ f๐‘“ commuta con (fโˆ’ฮป)nsuperscript๐‘“๐œ†๐‘›. Ciรฒ significa quindi che fโข(v)โˆˆWฮป๐‘“๐‘ฃsubscript๐‘Š๐œ†, che รจ quello che volevamo dimostrare.

Possiamo cosรฌ considerare lo spazio vettoriale Wฮปsubscript๐‘Š๐œ† dotato della restrizione della funzione lineare f๐‘“. Poichรฉ dimWฮป<dimVdimensionsubscript๐‘Š๐œ†dimension๐‘‰, per lโ€™ipotesi induttiva si ha che Wฮปsubscript๐‘Š๐œ† รจ generato da autovettori generalizzati di f๐‘“. Questo conclude la dimostrazione.

Possiamo riassumere quanto visto finora nel seguente teorema:

Teorema. Siano V๐‘‰ ed f๐‘“ come sopra. Siano ฮป1,โ€ฆ,ฮปrsubscript๐œ†1โ€ฆsubscript๐œ†๐‘Ÿ tutti gli autovalori di f๐‘“, che supponiamo essere a due a due distinti, e sia

pfโข(x)=(xโˆ’ฮป1)e1โข(xโˆ’ฮป2)e2โขโ‹ฏโข(xโˆ’ฮปr)ersubscript๐‘๐‘“๐‘ฅsuperscript๐‘ฅsubscript๐œ†1subscript๐‘’1superscript๐‘ฅsubscript๐œ†2subscript๐‘’2โ‹ฏsuperscript๐‘ฅsubscript๐œ†๐‘Ÿsubscript๐‘’๐‘Ÿ

il polinomio caratteristico di f๐‘“. Allora si ha:

  1. 1.

    V=Vฮป1โŠ•Vฮป2โŠ•โ‹ฏโŠ•Vฮปr๐‘‰direct-sumsubscript๐‘‰subscript๐œ†1subscript๐‘‰subscript๐œ†2โ‹ฏsubscript๐‘‰subscript๐œ†๐‘Ÿ, ove Vฮปisubscript๐‘‰subscript๐œ†๐‘– รจ il sottospazio vettoriale costituito dagli autovettori generalizzati di f๐‘“ relativi allโ€™autovalore ฮปisubscript๐œ†๐‘–.

  2. 2.

    Ogni Vฮปisubscript๐‘‰subscript๐œ†๐‘– รจ stabile per f๐‘“, cioรจ si ha

    fโข(Vฮปi)โІVฮปi,๐‘“subscript๐‘‰subscript๐œ†๐‘–subscript๐‘‰subscript๐œ†๐‘–

    per ogni i=1,โ€ฆ,r๐‘–1โ€ฆ๐‘Ÿ.

  3. 3.

    dimVฮปi=eidimensionsubscript๐‘‰subscript๐œ†๐‘–subscript๐‘’๐‘–, quindi si ha

    Vฮปi=Kerโข(fโˆ’ฮปi)n=Kerโข(fโˆ’ฮปi)ei,subscript๐‘‰subscript๐œ†๐‘–Kersuperscript๐‘“subscript๐œ†๐‘–๐‘›Kersuperscript๐‘“subscript๐œ†๐‘–subscript๐‘’๐‘–

    per ogni i=1,โ€ฆ,r๐‘–1โ€ฆ๐‘Ÿ.

Dimostrazione. (1) Per il teorema precedente V๐‘‰ รจ generato da autovettori generalizzati di f๐‘“, cioรจ V=Vฮป1+Vฮป2+โ‹ฏ+Vฮปr๐‘‰subscript๐‘‰subscript๐œ†1subscript๐‘‰subscript๐œ†2โ‹ฏsubscript๐‘‰subscript๐œ†๐‘Ÿ. Poichรฉ abbiamo giร  dimostrato che autovettori generalizzati corrispondenti ad autovalori distinti sono linearmente indipendenti, tale somma รจ diretta.

(2) Ricordiamo che f๐‘“ commuta con gli endomorfismi del tipo (fโˆ’ฮป)msuperscript๐‘“๐œ†๐‘š, per ogni ฮป๐œ† e ogni mโ‰ฅ1๐‘š1. Se vโˆˆVฮปi๐‘ฃsubscript๐‘‰subscript๐œ†๐‘– si ha (fโˆ’ฮปi)nโข(v)=0superscript๐‘“subscript๐œ†๐‘–๐‘›๐‘ฃ0, quindi

0=fโข((fโˆ’ฮปi)nโข(v))=(fโˆ’ฮปi)nโข(fโข(v)),0๐‘“superscript๐‘“subscript๐œ†๐‘–๐‘›๐‘ฃsuperscript๐‘“subscript๐œ†๐‘–๐‘›๐‘“๐‘ฃ

cioรจ fโข(v)โˆˆVฮปi๐‘“๐‘ฃsubscript๐‘‰subscript๐œ†๐‘–.

(3) Da quanto visto al punto (2) segue che f๐‘“ induce un endomorfismo di Vฮปisubscript๐‘‰subscript๐œ†๐‘–, per i=1,โ€ฆ,r๐‘–1โ€ฆ๐‘Ÿ. La restrizione di f๐‘“ a Vฮปisubscript๐‘‰subscript๐œ†๐‘– ha come unico autovalore ฮปisubscript๐œ†๐‘–, quindi il suo polinomio caratteristico รจ (xโˆ’ฮปi)disuperscript๐‘ฅsubscript๐œ†๐‘–subscript๐‘‘๐‘–, ove di=dimVฮปisubscript๐‘‘๐‘–dimensionsubscript๐‘‰subscript๐œ†๐‘–. Dato che il polinomio caratteristico di f๐‘“ รจ il prodotto dei polinomi caratteristici delle restrizioni di f๐‘“ ai vari sottospazi Vฮปisubscript๐‘‰subscript๐œ†๐‘–, si deve avere

(xโˆ’ฮป1)e1โขโ‹ฏโข(xโˆ’ฮปr)er=(xโˆ’ฮป1)d1โขโ‹ฏโข(xโˆ’ฮปr)dr,superscript๐‘ฅsubscript๐œ†1subscript๐‘’1โ‹ฏsuperscript๐‘ฅsubscript๐œ†๐‘Ÿsubscript๐‘’๐‘Ÿsuperscript๐‘ฅsubscript๐œ†1subscript๐‘‘1โ‹ฏsuperscript๐‘ฅsubscript๐œ†๐‘Ÿsubscript๐‘‘๐‘Ÿ

da cui segue di=eisubscript๐‘‘๐‘–subscript๐‘’๐‘–, per ogni i=1,โ€ฆ,r๐‘–1โ€ฆ๐‘Ÿ. Ricordando il lemma dimostrato prima, si ottiene

Vฮปi=Kerโข(fโˆ’ฮปi)n=Kerโข(fโˆ’ฮปi)ei.subscript๐‘‰subscript๐œ†๐‘–Kersuperscript๐‘“subscript๐œ†๐‘–๐‘›Kersuperscript๐‘“subscript๐œ†๐‘–subscript๐‘’๐‘–

Osservazione. Il punto (3) del teorema precedente afferma che il periodo di un autovettore generalizzato di f๐‘“ relativo allโ€™autovalore ฮปisubscript๐œ†๐‘– รจ minore o uguale dellโ€™esponente eisubscript๐‘’๐‘– con cui il fattore (xโˆ’ฮปi)๐‘ฅsubscript๐œ†๐‘– compare nel polinomio caratteristico di f๐‘“, cioรจ il periodo di ogni autovettore generalizzato รจ minore o uguale della molteplicitร  algebrica dellโ€™autovalore corrispondente.

Dai punti (1) e (2) del teorema precedente si deduce che, se scegliamo una base {w1(i),w2(i),โ€ฆ,wdi(i)}subscriptsuperscript๐‘ค๐‘–1subscriptsuperscript๐‘ค๐‘–2โ€ฆsubscriptsuperscript๐‘ค๐‘–subscript๐‘‘๐‘– di Vฮปisubscript๐‘‰subscript๐œ†๐‘–, per i=1,โ€ฆ,r๐‘–1โ€ฆ๐‘Ÿ (ove di=ei=dimVฮปisubscript๐‘‘๐‘–subscript๐‘’๐‘–dimensionsubscript๐‘‰subscript๐œ†๐‘–), allora lโ€™insieme

{w1(1),โ€ฆ,wd1(1),w1(2),โ€ฆ,wd2(2),โ€ฆ,w1(r),โ€ฆ,wdr(r)}subscriptsuperscript๐‘ค11โ€ฆsubscriptsuperscript๐‘ค1subscript๐‘‘1subscriptsuperscript๐‘ค21โ€ฆsubscriptsuperscript๐‘ค2subscript๐‘‘2โ€ฆsubscriptsuperscript๐‘ค๐‘Ÿ1โ€ฆsubscriptsuperscript๐‘ค๐‘Ÿsubscript๐‘‘๐‘Ÿ

รจ una base di V๐‘‰ rispetto alla quale la matrice di f๐‘“ รจ una matrice a blocchi del tipo

A=(A10โ‹ฏ00A2โ‹ฏ0โ‹ฎโ‹ฎโ‹ฑโ‹ฎ00โ‹ฏAr)๐ดmatrixsubscript๐ด10โ‹ฏ00subscript๐ด2โ‹ฏ0โ‹ฎโ‹ฎโ‹ฑโ‹ฎ00โ‹ฏsubscript๐ด๐‘Ÿ

ove ciascuna matrice Aisubscript๐ด๐‘– (per i=1,โ€ฆ,r๐‘–1โ€ฆ๐‘Ÿ) รจ la matrice della restrizione di f๐‘“ al sottospazio Vฮปisubscript๐‘‰subscript๐œ†๐‘– rispetto alla base {w1(i),w2(i),โ€ฆ,wdi(i)}subscriptsuperscript๐‘ค๐‘–1subscriptsuperscript๐‘ค๐‘–2โ€ฆsubscriptsuperscript๐‘ค๐‘–subscript๐‘‘๐‘–.