1 La forma canonica di Jordan
Sia uno spazio vettoriale di dimensione sul campo dei numeri complessi e sia una funzione lineare.
Per ogni indicheremo semplicemente con lโapplicazione lineare data da .
Ricordiamo che รจ un autovalore di se e che un vettore non nullo รจ un autovettore associato allโautovalore se , cioรจ se .
Se รจ un autovalore di , il sottospazio vettoriale di รจ lโautospazio relativo allโautovalore .
Ora generalizzeremo la nozione di autovettore.
Per ogni intero indicheremo con la funzione lineare ottenuta componendo con sรฉ stessa volte.
Definizione.
Sia un autovalore di .
Un vettore non nullo รจ detto un autovettore generalizzato di , relativo allโautovalore , se , per qualche .
Il minimo per cui รจ detto il periodo di (se , รจ un autovettore ordinario).
Si noti che valgono le seguenti inclusioni
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Indicheremo con
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il sottospazio vettoriale di costituito dagli autovettori generalizzati relativi allโautovalore .
Naturalmente si ha , per sufficientemente grande.
Lemma.
Sia un autovettore generalizzato per , relativo allโautovalore , e sia il periodo di (ciรฒ significa che ma ).
Allora gli vettori
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sono linearmente indipendenti.
Dimostrazione.
Consideriamo una combinazione lineare
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Se applichiamo ad ambo i membri (e ricordiamo che ), otteniamo
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da cui segue .
La precedente combinazione lineare si riduce pertanto a
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Applicando ora ad ambo i membri, si ottiene
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da cui segue .
Continuando in questo modo si dimostra che tutti i coefficienti sono nulli.
Da questo risultato discende che ogni autovettore generalizzato per ha periodo . Infatti, se un autovettore generalizzato avesse periodo , gli vettori , , โฆ, sarebbero linearmente indipendenti, il che รจ assurdo dato che . Quindi si ha
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Il risultato seguente รจ una generalizzazione, al caso degli autovettori generalizzati, del fatto che autovettori relativi ad autovalori distinti sono linearmente indipendenti.
Teorema.
Siano ed come sopra e siano autovalori di , a due a due distinti. Per ogni , sia un autovettore generalizzato relativo allโautovalore . Allora i vettori sono linearmente indipendenti.
Dimostrazione.
Per ogni , indichiamo con il periodo di e consideriamo lโendomorfismo .
Come prima cosa osserviamo che, per ogni e , gli endomorfismi
e
commutano tra loro, per ogni .
Ciรฒ discende dal fatto che le potenze di commutano tra loro e commuta con la moltiplicazione per ogni scalare .
Inoltre, per ogni , il vettore
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รจ un autovettore di relativo allโautovalore , infatti si ha
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Da ciรฒ discende che
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per ogni ed ogni .
Consideriamo ora una combinazione lineare
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e applichiamo ad ambo i membri lโendomorfismo
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Da quanto detto in precedenza si ottiene:
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da cui, ricordando che gli autovalori sono a due a due distinti, discende che .
La combinazione lineare precedente si riduce quindi a
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Applicando ora lโendomorfismo
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si ottiene:
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da cui segue .
Continuando in questo modo si dimostra che tutti gli , , sono nulli.
Ricordiamo che, anche se una funzione lineare possiede tutti i suoi autovalori nel campo di definizione (il che accade sempre, se รจ algebricamente chiuso), gli autovettori di potrebbero non generare lโintero spazio vettoriale . In tal caso non esiste una base di costituita da autovettori di , quindi non รจ diagonalizzabile.
Vedremo ora che con gli autovettori generalizzati un problema del genere non si presenta.
Teorema.
Sia uno spazio vettoriale di dimensione finita su . Per ogni endomorfismo , esiste una base di costituita da autovettori generalizzati di .
Dimostrazione.
Dimostreremo lโenunciato per induzione sulla dimensione di .
Se ogni funzione lineare รจ data dalla moltiplicazione per uno scalare , quindi ogni vettore non nullo รจ autovettore di .
Supponiamo dunque che il risultato sia vero per tutti gli spazi vettoriali di dimensione strettamente minore di .
Sia un autovalore di e sia il sottospazio di costituito dagli autovettori generalizzati di relativi allโautovalore .
Se la dimostrazione รจ terminata.
In caso contrario poniamo .
Vogliamo dimostrare che .
Dato che , รจ sufficiente dimostrare che .
Sia dunque . Dato che , si ha , per qualche .
Ma, dato che , si ha .
Ciรฒ significa che anche รจ un autovettore generalizzato per , relativo allโautovalore e, poichรฉ il periodo di ogni autovettore generalizzato รจ , si deve avere
, cioรจ .
Ora dimostriamo che รจ stabile per , cioรจ che .
Sia , allora , per qualche .
Si ha
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perchรฉ commuta con .
Ciรฒ significa quindi che , che รจ quello che volevamo dimostrare.
Possiamo cosรฌ considerare lo spazio vettoriale dotato della restrizione della funzione lineare . Poichรฉ , per lโipotesi induttiva si ha che รจ generato da autovettori generalizzati di . Questo conclude la dimostrazione.
Possiamo riassumere quanto visto finora nel seguente teorema:
Teorema.
Siano ed come sopra. Siano tutti gli autovalori di , che supponiamo essere a due a due distinti, e sia
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il polinomio caratteristico di . Allora si ha:
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1.
, ove รจ il sottospazio vettoriale costituito dagli autovettori generalizzati di relativi allโautovalore .
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2.
Ogni รจ stabile per , cioรจ si ha
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per ogni .
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3.
, quindi si ha
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per ogni .
Dimostrazione.
(1) Per il teorema precedente รจ generato da autovettori generalizzati di , cioรจ
.
Poichรฉ abbiamo giร dimostrato che autovettori generalizzati corrispondenti ad autovalori distinti sono linearmente indipendenti, tale somma รจ diretta.
(2) Ricordiamo che commuta con gli endomorfismi del tipo , per ogni e ogni . Se si ha , quindi
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cioรจ .
(3) Da quanto visto al punto (2) segue che induce un endomorfismo di , per . La restrizione di a ha come unico autovalore , quindi il suo polinomio caratteristico รจ , ove .
Dato che il polinomio caratteristico di รจ il prodotto dei polinomi caratteristici delle restrizioni di ai vari sottospazi , si deve avere
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da cui segue , per ogni .
Ricordando il lemma dimostrato prima, si ottiene
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Osservazione.
Il punto (3) del teorema precedente afferma che il periodo di un autovettore generalizzato di relativo allโautovalore รจ minore o uguale dellโesponente con cui il fattore compare nel polinomio caratteristico di , cioรจ il periodo di ogni autovettore generalizzato รจ minore o uguale della molteplicitร algebrica dellโautovalore corrispondente.
Dai punti (1) e (2) del teorema precedente si deduce che, se scegliamo una base
di , per (ove ), allora lโinsieme
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รจ una base di rispetto alla quale la matrice di รจ una matrice a blocchi del tipo
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ove ciascuna matrice (per ) รจ la matrice della restrizione di al sottospazio rispetto alla base .