Dato uno spazio vettoriale e il suo duale , consideriamo la funzione
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Notiamo che, per ogni , per ogni e per ogni , si ha
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il che significa che questa funzione Γ¨ lineare rispetto al suo primo argomento.
In modo del tutto analogo, si ha anche
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per ogni , per ogni e per ogni , pertanto la funzione Γ¨ lineare anche rispetto al suo secondo argomento.
Tale funzione Γ¨ dunque una funzione bilineare definita su a valori nel campo . Essa soddisfa inoltre le due proprietΓ seguenti:
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1.
,
-
2.
.
La prima proprietà è del tutto ovvia: dire che per ogni equivale a dire che è la funzione lineare nulla, cioè in .
Verifichiamo allora la proprietΓ Β (2).
Sia tale che , per ogni . Supponiamo, per assurdo, che sia . In tal caso esiste una base di che contiene il vettore .
Ricordando che una funzione lineare tra due spazi vettoriali Γ¨ univocamente determinata dai valori che essa assume su una base del suo dominio, definiamo una funzione lineare ponendo e , per ogni .
In questo modo abbiamo costruito un elemento dello spazio vettoriale per il quale si ha , ma ciΓ² contraddice lβipotesi iniziale secondo la quale era , per ogni .
Si conclude pertanto che deve necessariamente essere , come volevasi dimostrare.
1.1 Sottospazi ortogonali
Definizione.
Dato uno spazio vettoriale sul campo , la funzione
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Γ¨ detta la dualitΓ canonica tra e il suo duale .
Possiamo ora dare la seguente definizione:
Definizione.
Dato uno spazio vettoriale , due elementi e si dicono ortogonali (o coniugati) se .
Dato un sottoinsieme , definiamo il suo ortogonale ponendo
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Analogamente, dato un sottoinsieme , il suo ortogonale (rispetto alla dualitΓ canonica tra e ) Γ¨ il sottoinsieme definito da
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Teorema.
Sia uno spazio vettoriale e il suo duale.
Dati due sottoinsiemi e di , si ha:
-
1.
Γ¨ un sottospazio vettoriale di ;
-
2.
;
-
3.
, ove Γ¨ il sottospazio vettoriale di generato da ;
-
4.
.
Analogamente, dati due sottoinsiemi e di , si ha:
-
1.
Γ¨ un sottospazio vettoriale di ;
-
2.
;
-
3.
, ove Γ¨ il sottospazio vettoriale di generato da ;
-
4.
.
Dimostrazione.
(1) Per ogni e ogni , si ha
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per ogni . Quindi e, pertanto, Γ¨ un sottospazio vettoriale di .
(2) Sia . Per ogni si ha anche e dunque . Quindi .
(3) Dato che , dal puntoΒ (2) segue che . Per dimostrare lβinclusione opposta consideriamo un elemento . Ricordiamo che ogni vettore puΓ² essere espresso come combinazione lineare finita di elementi di ,
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con e , per .
Si ha dunque:
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quindi .
(4) Dalla definizione dellβortogonale di un sottoinsieme di segue che
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Ragionando come nella dimostrazione del punto (3), si conclude che , per ogni
e ogni . Questo significa che , per ogni .
La dimostrazione delle rimanenti proprietΓ Γ¨ del tutto analoga.
Esempio.
Consideriamo il caso dello spazio vettoriale .
Le funzioni lineari
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hanno la seguente espressione
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con . In termini matriciali esse corrispondono alla moltiplicazione di un vettore riga (una matrice )
per un vettore
colonna .
Associando ad ogni tale funzione lineare la matrice corrispondente, si ottiene un isomorfismo canonico tra lo spazio vettoriale duale e ; in altri termini, lo spazio vettoriale duale di si identifica canonicamente con stesso.
Con questa identificazione, la dualitΓ canonica assume la seguente forma:
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Osserviamo che questa non Γ¨ altro che lβespressione del classico prodotto scalare di due vettori di .
1.2 La base duale
Sia uno spazio vettoriale e consideriamo una base di .
Per ogni definiamo una forma lineare ponendo
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ed estendendo la funzione a tutti i vettori di , per linearitΓ .
Teorema.
Se Γ¨ una base di , i vettori di sono linearmente indipendenti.
Dimostrazione.
Consideriamo una combinazione lineare finita di vettori , del tipo
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Per ogni , si ha:
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I coefficienti sono dunque tutti nulli, quindi i vettori considerati sono linearmente indipendenti.
Teorema.
Sia uno spazio vettoriale finitamente generato.
Per ogni base di , i vettori sono una base di .
Dimostrazione.
Abbiamo giΓ dimostrato che i vettori sono linearmente indipendenti. Ora dobbiamo solo dimostrare che, se ha dimensione finita, essi sono anche un insieme di generatori dello spazio duale .
Consideriamo dunque una forma lineare e poniamo , per ogni . Consideriamo ora la forma lineare definita ponendo
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Per ogni vettore della base di , si ha:
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Le funzioni lineari e assumono dunque gli stessi valori su tutti i vettori della base di e pertanto esse sono uguali. Abbiamo così dimostrato che può essere scritta come combinazione lineare dei vettori .
Corollario.
Per ogni spazio vettoriale finitamente generato, si ha .
Definizione.
Se Γ¨ uno spazio vettoriale finitamente generato e se Γ¨ una sua base, la base di Γ¨ detta la base duale di .
Osservazione.
Abbiamo visto che se Γ¨ uno spazio vettoriale finitamente generato e se Γ¨ una sua base, per ogni forma lineare si ha
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ove Γ¨ la base duale di .
In modo del tutto analogo, possiamo dimostrare che una formula simile vale anche per gli elementi di .
PiΓΉ precisamente, per ogni , si ha:
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Infatti, scrivendo come combinazione lineare dei vettori di base ,
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si ha
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per ogni .
Teorema.
Sia uno spazio vettoriale di dimensione finita.
Per ogni sottoinsieme , si ha
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Analogamente, per ogni sottoinsieme , si ha
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Dimostrazione.
Poniamo e .
Sia una base di e completiamola a una base di .
Sia la base duale di .
Per dimostrare la prima affermazione basta dimostrare che Γ¨ una base di .
Sia dunque . Dato che Γ¨ una base di , affermare che equivale a dire che , per ogni . Ma, per ogni , si ha
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Si conclude quindi che gli elementi di sono del tipo
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pertanto .
La dimostrazione della seconda affermazione Γ¨ analoga.
Osservazione.
Se è uno spazio vettoriale non finitamente generato e se è una base (infinita) di , i vettori non sono una base di . Infatti, poiché per ogni , ogni combinazione lineare finita delle forme lineari assumerà valore diverso da zero solo su un numero finito di vettori della base di . Ciò significa che i vettori generano il sottospazio di costituito dalle forme lineari che, valutate sui vettori della base di , sono quasi ovunque nulle, cioè assumono valori diversi da zero solo su un numero finito di vettori :
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Ad esempio, la forma lineare definita ponendo , per ogni , non appartiene al sottospazio e pertanto non puΓ² essere espressa come combinazione lineare finita delle forme lineari .